Soltanto in coda ai proclami massmediatici filo-condoleezziani il nucleare iraniano viene detto (ribadito) ad "uso civile" (anziche' "militare"): c'e' da innescare la guerra che verra', poiche' non c'e' due senza tre, dopo l'Afghanistan di Cheney sotto tiro e insieme al classico ecce-auto-bombo Iraq...

Ma sul Corsera filtran - tra le critiche ad Ahmadinejad della premio nobel Ebadi, dissidente iraniana (e ivi sorvolo sull'uso politico del premio nobel, arma non convenzionale occidentale) - alcune notazioni che rivelano l'Iran non esser poi cosi' "canaglia" come i cartoonist yankee lo disegnano:
"La Costituzione Iraniana garantisce libertà d'espressione purche' non si offendano l'Islam ed i diritti umani."
Diciamo quindi che le Costituzioni Occidentali sono ancor piu' omissive (diritti umani nel Texas forcaiolo?) o zelanti col clero (qui nell'Itaglia slave del Vaticano dove se non obbedisci alla Romana Chiesa di Ratz Pantegana cade pure il Governo, pensa il singolo...).
Ebadi "la dissidente" porta il velo. Ma le universitarie non lo portano, o non lo portano tutte, la' a Teheran, pur tra i fedeli di Allah in versione sciita.
Ebadi reclama contro la censura (qui, bada bene Ebadi, la censura e' ancora piu' sottile: nessuno darebbe lavoro editoriale a qualche mente al vetriolo come Apolide, meglio ancor che bruciarlo pubblicato, negando proprio possa aver tracciato dell'inchiostro sul foglio...). Ma la censura iraniana (dal Corsera) "ha censurato Tamaro e Dostojevski".
Vado dove mi porta il mio pensiero? Voglio cittadinanza teheraniana: zona de-tamarizzata!

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(c) Apolide Sedent(ehe)r(an)io 2007