Bush che "suona la samba" con la grazia di un ferravacche che spara ad un indiano, e le bambine negrette a dargli baci: visione apocalittica che devo ad un trozkista mendace, detto Lula. Vaffanlula (e fanculo alla meninha)! E basta coi finti duci progressisti, in realta' qualunquisti alla (ai)ds-ina, pronti a ogni compromesso filoyankee o filopapalino.

Lula illuse il pianeta promettendo un'era illuminata, con la porzione latina dell'Ammmerica a ritornare stati indipendenti dopo ingerenze CIA in Cile, a Panama, in Nicaragua e pure a casa sua - del Lula "sindacalista dissidente" durante le dittature militari, lui e i suoi ora ministri che venivano a scriver canzoni in Itaglia, bon-compagni di Raffaella Carra'.
Il potere non logora chi lo ha, ci ricordava Andreotti. Ed il Potere certi lo sanno gestire alla maiuscola. Non come questi discoli da rua, che s'imborghesiscono subito, plagiati dal virus del politicallicorrect. E' meglio un duce truce che un prodino-crodino dopo il quale si faccia tutti i rutt (elli). E' meglio un ex-para', un picchiatore dal viso duro e trugno, che la vergogna di farsi arruffianare dai dichiaratori di guerre.
Bush e' andato in Brasile per creare il "cartello dell'etanolo". Gli si poteva offrire il metanolo ben camuffato nel vino. Gli si poteva, invece dell'inchino, tirare un bel calcio nel culo. Invece Lula ha fatto il doroteo, il cicisbeo del Furher.
Per mantener l'alone sinistrorso, nel suo discorso Lula ha "criticato" (dice il Corsera) "il rifiuto di Bush di abolire la tariffa degli Usa sull'import di etanolo brasiliano, accusandolo in pratica di protezionismo, e ha sollecitato il suo appoggio alla liberalizzazione dei commerci": ovvero anziche' far pelo e contropelo con la lama zarqawa su questioni di crimini sanguinari, usa un gillette liberista. Lula: sinistro affarista, come i nostri centrosinistri d'ugnione.
Per contestare Bush - oltre ai punkastri soliti bravi guaglioni - ci vuole il 99enne Oscar Niemeyer, progettator di Brasilia, che degli Usa dice "impero assassino". E invece Lula accetta a capochino la etanolobby bushana.
Nel mentre appunto un vero Capo Popolo - eletto con elezioni, ma Potente, non viagrato prodiano alla ricerca di soluzioni centr/iste ovver medio/cri -, il bolivariano Chavez, in Argentina firma 11 accordi con nazioni che fanno vanto d'esser fieramente "gli anti-ammmericani".
Piu' culi, meno Lula. Piu' capi, meno padroni.

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