Appena messa "in moratoria" la pena di morte, si inaugura la pena di dover sentire sui media l'itagliano gnurante di Da'Male D'Alema...
Fregiandosi insieme ai suoi prodi del voto Onu anti-esecuzioni, Da'Male D'Alema - che non si puo' fregiare della laurea ma neanche dell'istruzione elementare, a quanto pare - dichiara tronfio al tiggi': "Nessuno poteva pensare che le direttive dell'Onu CAMBIAVANO le regole degli stati".
Sei stato e sei un asino, D'Alema: "cambiassero", casomai, e' il verbo esatto. Ma forse tu scambi l'ONU con la UNI(pol)...

La "moratoria della pena di morte" e' gia' un bell'arzigogolo.
Ma poniamo ch'io stesso arrivi a dire che lo stato non puo' ammazzar chicchessia, e casomai vada abbattuto lui (ma questo non dicono affatto i farisei che "votano i principi" e fanno i Principi...). E che ovviamente anch'io dica: finalmente i negri ammmericani smetteranno di finire imputati come Lumumbghede' per delitti commessi da vips bianchi, e poi lessati sopra sedie elettriche.
(Che poi scommetto fin d'ora: almeno un negro lo friggeranno ancora, me lo sento)

E' il contesto che va contestato, come al solito.
E' il fatto che Maroni (ovver "La Lega") dichiari soddisfazione, dopo avere per due decenni invocato di ammazzare tutti i Rom, gli Albanesi, i Nigeriani...
E' il fatto che i media sparino cazzate tipo quella sentita in quelle date (la settimana scorsa) di entusiasmi per le iniezioni letali terminate:
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"L'abolizione della pena di morte segue quella della schiavitu'."
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E quando mai, spiegatemi, bastardi, sarebbe, la schiavitu', stata abolita ???
Il mondo e' stracolmo di schiavi: pure tu che stai leggendo queste mie parole !!!
Hanno abolito LA PAROLA "schiavo", come quella "padrone".
Sostituita con "lavoratore" e "imprenditore" o "industriale".
E anche la "morte", e' assai logico, e' abolita solo come parola. E anche la "pena".
La "pena" e' vivere sino alla morte dentro questo "sistema"...

Comunque: D'Alema impara l'itagliano. O ti metto in ginocchio sopra i ceci, e anche se supplichi morte, due anni dopo che ti tengo li' fermo, non ti sparo.
In attesa delle abolizioni Onu di: catastrofi naturali; ritardi dovuti ad imprevisti; spegnimento delle siga sulla nuca di quello del banco davanti; sofferenze d'ammmore e malattie terminali.
Abolite il dolore del mondo, in nome della legge: abolite voi stessi.

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(c) Apolide Sedentario 2007