Mi fotografo da solo mentre ficco testate contro il muro del pianto mio personale, non mi faccio saltare in aria, ma chiedo il mea culpa.
Attonito dagli eventi, dal mondo che gira e dall'autista che mi salta la fermata, dalle code all'inps, mi braso quasi tutto fino al filtro, al gusto di wedra, e giungo ad una settimana di distanza a raccoglier i cocci e a terminare il racconto. Sghembo piů che mai, storto dal-lo-ier-i-ser-a.
Suona la campana, ready to fight, guardi la signorina che scende dal quadrato col cartellone, diretto al volto, ferita vistosa sul sopracciglio, sangue a fiotti, i nostri lavorano ai fianchi, diretti sul volto, poi ai fianchi.
Primo knock down, si rialza, chiuso all'angolo, aggancia per cercare ossigeno, agili sui piedi i nostri quando suona la seconda campana del round.
ripresa, ding!, č un attimo, 2 jam, lavora ai fianchi ancora, montante, knock down secco.
Mastello win.
(Continua)