MOVIE nuvole in viaggio e viaggio tra le nuvole.. (Page 3)

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Author Topic:   nuvole in viaggio e viaggio tra le nuvole..
chacka
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posted 11 September 2002 12:55     Click Here to See the Profile for chacka   Click Here to Email chacka       Reply w/Quote


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Originally posted by gus...van sant:

Venezia morta

- STefano,ultimo baciotto, Accorsi, interprete di Dino Campana nel film di Michele Placido ,ha vinto,come da richiesta politica popolare,la Coppa Volpi come miglior attore!!! !
Ancora ierinotte,io, Franco Cristaldi e Genette ci chiedavamo come cazzo fà ad essere sempre uguale..in ogni film che fà o che ci fà...

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Oh my god, that's the funky shit! (dicevano i Beastie Boys)
Oh my god, that's Accorsi. SHIT! (dico io)

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gus...van sant
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Venezia morta


Con alcune decine di deprecabili fatti s'è chiusa la Mostra del Cinema..

Nè citerò qualcuno :

- Gaia de Laurentis non era sul palco perchè aveva mandato a ffanculo il sommo doge,vale a dire il neo direttore, il tetesco Moritz de Hadeln..reo di averla ripresa per essere giunta in mega ritardo alle prove...

Versione ufficiale parla d'improvviso malore,per cui,la Gaia ha lasciato la sontuosissima platea a quella platessa di Gigi Marzullo..
- IL MONDO CATTOLICO e NON è infuriato per due scempi subiti in una settimana : prima lo scandalo di Max Pisù,che in un pezzo sull?AVVENIRE !!!,,dice due volte, e lo scrivono "minchia"...
Ora col Leone >D'oro per il miglior film a Peter Mullan con l'oltraggioso Magdalene,film scandalo di cui la chiesa chiederà il sequestro...

- STefano,ultimo baciotto, Accorsi, interprete di Dino Campana nel film di Michele Placido ,ha vinto,come da richiesta politica popolare,la Coppa Volpi come miglior attore!!! !
Ancora ierinotte,io, Franco Cristaldi e Genette ci chiedavamo come cazzo fà ad essere sempre uguale..in ogni film che fà o che ci fà...


to be cont.

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gus...van sant
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Venezia

Come ben saprete :) il Festival è iniziato con la proiezione del film (hollyvudiano) su Frida Kahlo ( e come sempre c'è n'è da dire ).. questo sotto è il pezzo di Arbasino per Republica :


di Alberto Farassino


Della pittrice messicana Frida Kahlo quasi tutti sanno ormai quasi tutto: e non soltanto perché negli ultimi due anni solo in Italia sono usciti su di lei almeno tre libri ed è stata allestita più di una mostra, ma perché Frida, il film a lei dedicato dalla Miramax e dalla regista Julie Taymor, ha avuto la fortuna – come perfetto esempio dei gusti cinematografici del direttore Moritz De Hadeln – di inaugurare il 59° Festival di Venezia e di riempire le cronache della vigilia.

E dunque si sa della sua vita breve e tormentata, del suo fisico minuto e sofferente, del suo matrimonio col pittore muralista comunista Diego Rivera, delle sue frequentazioni politiche e intellettuali nello straordinario Messico degli anni venti e trenta, Tina Modotti, David Siqueiros e infine Lev Trotskij che andò ad abitare nella sua casa di famiglia ed ebbe con lei una relazione.
E si sa che il film lo doveva dirigere in un primo tempo il regista di La Bamba Luis Valdez, e che la parte di lei la voleva tanto fare Madonna che della pittrice aveva comperato un quadro, e che vi appaiono ora, oltre alla piccola Selma Hayek e al grosso e un po’ flaccido Alfred Molina (bravo, a rendere l’ambiguità di Diego Rivera: quando parla guarda sempre altrove) anche il divo Antonio Banderas– in un ruolo per la verità non memorabile – e la nostra international ministar Valeria Golino.

Quello che non ci è stato detto, in questo clima di scoperta hollywoodiana del genio misconosciuto - è che su Frida Kahlo esistevano già almeno tre film, uno dei quali, Frida naturaleza viva del messicano Paul Leduc, ha girato nei festival a metà degli anni ottanta mentre un altro è un film-saggio diretto nel 1983 dagli sperimentalisti inglesi Peter Wollen e Laura Mulvey, quando davvero Frida Kahlo veniva scoperta dall’intellighenzia europea in chiave politico-femminista. Ma è vero che su questo materiale vivo e ribollente di storia, arte e passioni la visione hollywoodiana mancava, e ora ce l’abbiamo, nel bene e nel male, nella ricchezza e nella ridicolaggine, nella profusione dei colori e nella povertà dei sapori (anche se si parla molto di cibo e si vedono molti pomodori, meloni, zucche e altra frutta e verdura molto colorata, perché il Messico del film è soprattutto quello scoperto dagli americani nei ristoranti messicani degli States).

Due lunghe ore di cinema in cui all’attività pittorica di Frida Kahlo sono riservati non più di dieci minuti, e si vedono forse una decina di quadri, e in cui invece è questione soprattutto di vicende d’amore e di gelosia, di famiglia e di società, ed appaiono, come nei più classici "biopic", molti personaggi famosi ("permette, le posso presentare il pittore Picasso?").

Tutto storico, tutto documentato, si capisce, ma non è detto che sia poi "storicamente corretto" mostrare Frida e Trotskij a letto che scopano, e che quando a lei viene tolto il gesso, dopo il grave incidente stradale che ha subìto, si debbano vedere, per prima cosa, le tette.

Un altro carattere obbligato dei film biografici sui pittori è che il regista debba rifarsi un po’ allo stile dell’artista, e dunque se si tratta di van Gogh mettere nelle inquadrature tanto giallo e blu notte, e se è Caravaggio tanti bei charoscuri. Così qui abbiamo, a intervallare il racconto della vita e degli amori, tre o quattro sequenze in quello stile tropical-surrealista che era di Frida Kahlo e che la fece apprezzare, fra i primi, da André Breton. Sogni e incubi popolati di mostri e di calaveras (gli scheletri del culto dei morti messicano), collages di modernità newyorkesi intrecciati con colori e folklori latini; busti, protesi e presidi ortopedici da horror surrealista. Ma il momento migliore del film – e la regista lo sa, e lo usa come cornice di tutta la storia – si ha quando, come nel vero surrealismo, racconto della realtà e delirio fantastico si fondono insieme. Quando cioè Frida, costretta dalla malattia a stare a letto, un letto con la testiera ornata di fotografie e immagini come un altare barocco e con cuscino e lenzuola ricoperti di ricami colorati, si fa trasportare così com’è, con letto e tutto, all’inaugurazione della sua prima mostra a cui non vuole assolutamente mancare. E’ fra l’altro l’unica scena in cui si è osato truccare l’attrice con quella abbondante peluria nera sul labbro superiore, diciamo pure baffi, che la pittrice non trascurava di dipingere nei suoi splendidi autoritratti. E qui, di fronte a questa madonna laica e coloratissima, a questa icona di un mondo fatto di festa e atrocità, di passione e di violenza, di ingenuità e mistero, abbiamo per qualche istante l’impressione di essere davvero davanti alla grande, inquietante, affascinante pittrice Frida Kahlo.

Sei fragole





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gus...van sant
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posted 26 August 2002 18:21     Click Here to See the Profile for gus...van sant   Click Here to Email gus...van sant       Reply w/Quote


Visto che parte la mostra monster vi dò lettura della presntazione ufficiale firmata dal neo direttore Moritz de Hadeln




La Biennale di Venezia 59. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Fuochi d’artificio di opere, autori e talenti

La 59. Mostra sarà quella della diversità e, lo spero, della scoperta. Infatti abbiamo cercato di offrire un largo ventaglio di generi e soggetti, dall'opera di ricerca alle grandi produzioni commerciali, combinando opere di autori giovani e ancora sconosciuti con quelle di autori già affermati. Ma soprattutto abbiamo sempre privilegiato, e senza alcun partito preso, ciò che ci sembravano essere la qualità, l'originalità e il talento.

Allo stesso tempo abbiamo tentato di mettere un po' di ordine e di coerenza nel programma, e di essere conformi nella scelta delle opere. Così se l'iniziativa di Alberto Barbera di creare due concorsi paralleli è stata mantenuta, si è cercato di dare una fisionomia caratteristica a ognuno dei due concorsi. Se Venezia 59. resta essenzialmente riservata a un linguaggio cinematografico più classico, Controcorrente, che sostituisce Cinema del Presente, propone opere di linguaggio più innovatore. In questo modo ognuna delle due sezioni avra la propria personalità, senza che l'una diventi più importante dell'altra.

A questi due concorsi si aggiungono la sezione dei Nuovi territori affidata a Serafino Murri, e due retrospettive: l'una dedicata a Michelangelo Antonioni e realizzata con Cinecittà; l'altra rivolta a un aspetto particolare della Mostra, che festeggia quest'anno i suoi 70 anni di esistenza, messo in risalto dal prof. Hans-Joachim Schlegel. Inoltre siamo felici della rinnovata collaborazione con la SIC (Settimana Internazionale della Critica), che presenterà la sua scelta di 7 opere prime, e che ci aiuterà anche a far rivivere lo spirito innovatore di Cesare Zavattini in occasione di un evento speciale.

Come si può constatare, il cinema italiano è ampiamente rappresentato in tutte le sezioni della Mostra. Se le scelte non sono state sempre facili, siamo fiduciosi che i film selezionati dimostrano che l'arte e l'industria cinematografica della penisola stanno riacquistando importanza e fanno sperare nel loro avvenire. Certo, ogni scelta implica l'amarezza di coloro che non sono stati selezionati, ma una scelta, pur dolorosa, deve essere fatta.

Tre temi sembrano intrecciarsi, al di là dei film e delle sezioni: lo sguardo sulla storia, dove l'evento diventa contesto di un racconto; la sensibilità sociale del cinema, che denuncia ingiustizie e soprusi; infine il tema che vede altri territori artistici - quali pittura, musica, o letteratura - costituire le fondamenta sulle quali un'opera è realizzata. In un mondo inquieto, l'uomo non cessa di interrogarsi su se stesso e sui rapporti difficili con ciò che lo circonda.

Molto inchiostro è già stato versato sull'ipotesi di un mercato del film al Lido, ma mancano le infrastrutture. Il cinema è a un tempo arte e industria, e di conseguenza non può sottrarsi alle regole economiche. Da qui l'idea di Venice Screenings, organizzato dall'Industry Office, un servizio pensato per i buyers presenti, che noi vorremmo via via più numerosi a Venezia. Anche se la Mostra è parte della Biennale, il mercato dei film non può essere ignorato.

Il mandato da noi ricevuto il 21 marzo scorso proponeva di realizzare l'impossibile. Per riuscirci bisognava credere ai miracoli, perché quattro mesi per riavviare la Mostra dopo le peripezie invernali era una vera sfida. Sin da febbraio, infatti, tutto o quasi si trovava in uno stato semiletargico: l'ambito della Mostra da ridefinire, le regole di partecipazione da riscrivere, il team di selezione da individuare e i contatti internazionali e italiani da rinnovare, in un clima di iniziale diffidenza comprensibile, senza parlare dei molteplici problemi di organizzazione che bisognava risolvere. Se oggi siamo in grado di presentare un programma così ricco e vario, lo si deve soprattutto all'entusiasmo e all'impegno di tutto il personale della Mostra, dei membri della commissione di selezione e dei corrispondenti esteri. A tutti non saprei esprimere abbastanza i miei ringraziamenti e la mia riconoscenza.

Chi ha seguito il mio lavoro di 22 anni a Berlino, sa che io attribuisco tanta importanza all'organizzazione di un festival quanta alla selezione dei film, essendo le due cose strettamente legate. Non si può invitare un autore a presentare la sua opera senza badare alla cornice in cui è presentata. La scelta dei film era evidentemente la nostra priorità. In quanto all'organizzazione, senza dubbio resteranno ancora delle zone d'ombra. Nei meandri spesso bizantini della laguna dalle vecchie tradizioni, il peso della routine, la pesantezza della burocrazia non si vincono in quattro o cinque mesi!

Coloro che ci giudicheranno ci concedano almeno il beneficio dello sforzo intrapreso in queste circostanze e dimentichino per un istante le tradizionali polemiche, spesso partigiane, per dividere con noi la gioia del cinema sotto tutte le sue forme, e quella di una Mostra che noi vorremmo sempre più grande e più importante.

Moritz de Hadeln
Direttore






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apolide sedentario
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posted 20 August 2002 14:12     Click Here to See the Profile for apolide sedentario       Reply w/Quote


Mel Gibson, uomo con tanti piedi e tante scarpe
da "Libertà" per i resistenti agli inglesi a "We Were Soldiers" apologetico del Viet-sterminio
complimentazioni, Mel
caro Grande-Mel Big-Apple: speriamo che qualche vietcong ti si venga a schiantare in aereo sul villone
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after apologize "FREEDOM" for ancient people under English imperialism, Mel Gibson in "We Were Soldiers" apologizes Vietcong's death...

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chacka
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posted 09 July 2002 11:11     Click Here to See the Profile for chacka   Click Here to Email chacka       Reply w/Quote


___..::.. My angel...::...___
My :...: My :...: angel :....:
::::::::-- GabRiEEL --::::::::
LamB - What Sound - Gabriel

In questa cazzo di esta-the taurinense, nella paranoia più assoluta, mi ritrovo tra i pochi geni che vanno al cinema e sfrutto queste pseudo offerte con biglietti ridotti a 5-6 mila vecchie lire emi guardo film vecchi che tutti han già visto... ma a me che le whs spallano...

The Acid House

Titolo originale: The Acid House
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 1998
Genere: Fantastico
Durata: 1h e 52'
Regia: Paul McGuigam
Attori protagonisti: Kevin McKidd, Ewen Bremner.
Cast: Martin Clunes, Jemma Redgrave, Stephen McCole, Alex Howden, Irvine Welsh, Annie Louise Ross, Maurice Roëves, Garry Sweeney.


Tratto dall'omonimo libro di quel lercio di Irvine Welsh, sceneggiatore dello stesso, odddio...
non è che si gridi al capolavoro, di sicuro Trainspotting aveva più consistenza...
Stavolta si parla di viaggi mentali, deviati e fuorviati dagli acidi, ma non sempre...
il film è in tre tronchi racconti, più o meno intriganti, con base in un'inghilterra iper degradata, iper periferica, iper post industriale, iper out of the City, iper.
Iper in tutto, anche iper sficati e iper depressi i personaggi...
Traviato dai parents, girlfriend, friends (ta-tana-na-na-na-na-na-naaaaa), work, con una bella pacca sulla spalla di un god sceso in terra a bere birra, fumarsi sozze e spaccare il cazzo per la frustrazione il primo, traviato da una moglie puttana e un puttaniere con 2 babies a carico il secondo, traviato da un trip l'hooligan periferico il terzo; si ritroveranno, mosca spiaccicata, incastrato nel più assurdo vincolo matrimoniale basato su una slot machine, incastrato nel corpo di un pupetto modello Senti chi Parla, rispettivamente 1° 2° e 3°...
insomma, non un filmone, non un capolavoro, ma a me non ha fatto tutto sto schifo che dicevano... alcune trovate carine, bellino il flip del tipo in trip, un blasfemo god che smazza ostie allucinogene, una mosca vendicativa in ciò che non aveva fatto in vita, uno sficato paciarotto che nulla può se non fumar sighe...

depressive... depressssssiveeee....

IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE,

regia di Sofia Coppola,
con James Woods, Kathleen Turner, Kirsten Dunst, Danny De Vito; drammatico;
Usa; 1999; C.;
dur. 1h e 36'

Questo era più da figli di... ma già che mi ritrovo ve ne parlo qua...
Anche qui, tutti che mi dicevano che era una mezza cacata, che aspetti tutto il tempo che queste si spoglino, che era palloso...
mah, sarà, ma a me questo invece m'è proprio piaciuto...
Anni Settanta, perbenista e nobile (o quantomeno alta-borghese) cittadina di una america perfetta, in vetrina e in bomboniera, in una ovattata campagna lacustre con in prati all'inglese, 5 biondissime e bellissime lolite che cascano giù come birilli nel sogno di una vita nel presente di una non-vita (ammazza come sò poeticamente critico, mi faccio paura...)
Cade il velo del perbenismo, cade l'america che stà, che staticamente si trascina, e finisce tutto... non resta che ammazzarsi.
La storia non è certo originalissima (tratta da The Virgin Suicide - Jeffrey Eugenides) ma trovo che sia registicamente perfetto.
Ovattato, denso come un ciloom, vaporoso nei momenti giusti, lento e onirico...
Le cinque bellissime sono perfette, i nerds che li affiancano altrettanto...
Per tutto il film ci si trascina quella sgradevole sensazione che fa molto America iuessei, e non può che finire con un ballo delle debuttanti con tema l'Asfissia (dettatta dal tanfo che l'accumulo di alghe del vicino stagno ha causato) con tossici drinks e insulsi smoking con maschera a gas post vietnam... con un denso fumo che svampa per tutta la cittadina... come un ciloom, no?
Insomma, lo ripeto, m'è piaciuto.
Vabbè, vi dico anche la cosa più ovvia... la colonna sonora, gli Air, bellissima... ma questa è un'altra storia visto che c'ho il cd e sono riuscito a vedrli a sbafo... ve ne parlo altrove.

saluti depressivi-ossessivo-paranoici.

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l'archivista
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posted 20 June 2002 11:31     Click Here to See the Profile for l'archivista   Click Here to Email l'archivista       Reply w/Quote


Sono riuscito a trascinare la morosa a vedere Spider man, il kolossal by Marvel adorato già a tal punto che veramente l'hanno già visto tutti, ma penso un po' per la noia di non sapere cosa fare...o sbaglio?
Il caldo soffocante non istiga propriamente a piazzarsi in una sala chiusa, cmq, la mano della mia ragazza nella sinistra, un'aranciata nella destra, sono pronto alla visione.
Me ne hanno parlato tutti bene, quindi...quindi niente, e inizia la triste storia dello sfigato al Liceo che dopo diventa un supereroe (uhmmm, mi ricorda il Ferrero); la tecnologia digitale ci sta di bbestia e le scene si susseguono in un tripudio di sequenze nettamente contraffatte dal computer.
Poi c'è questa storiella d'amore, un po' melò, se vogliamo, con un esito che più scontato non si potrebbe, ma d'altra parte si basa su una storia trita e ritrita, quella del paladino della giustizia che deve combatttere le forze del male.
Poco spazio alla vera professione di Peter Parker, ovvero il fotoreporter con un capo che più despota non si può, relegato però nel film ad una parte che più a parte non si può.
Salvataggi tipo Tarzan con inverosimili, ma doverose, evoluzioni sopra i cieli della Grande Mela, con scorci di Manhattan stando ben attenti a non incocciare nelle Torri.
Insomma bello perchè non bello ma bello perchè comunque piace.

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l'archivista
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posted 25 May 2002 01:19     Click Here to See the Profile for l'archivista   Click Here to Email l'archivista       Reply w/Quote


Guarda un po’ te la vita, due anni fa mi trovavo qui quando è uscito l’episodio 1 di Star Wars, e nuovamente mi trovo qui quando esce il secondo episodio, l’attacco dei cloni...o qualcosa di simile.
Gasatissimo, non potendo esimermi dalla visone repentina, mi reco al Cinema del tamarrissimo centro commerciale Avenida, fieramente assorto nella sensazione che non ci avrei capito un cazzo, visto che, benché alle medie abbia fatto un po’ di inglese e ora mi barcameni sul portoghese, in realtà penso che il doppiaggio sia una gran bella invenzione.
La sala principale di questo cinema abbastanza provinciale è stretta, scomoda, piena di gente che divaga (anche durante la proiezione), cigolante di rumori assurdi provenienti da ogni dove, in più lo schermo è rovinato ed ingiallito da chissà quante pellicole. Tralasciamo le presentazioni ed ecco il film….in una galassia lontana….peraltro non mi ricordo come finiva il primo episodio, per assurdo so a memoria i primi tre..o meglio gli ultimi tre…anzi no..va beh va beh. Comunque si inizia spaziando male con voli assurdi in mezzo al traffico aeromobile di una città multifuturistica. Poi è il tempo dell’amore Jedi nel castello incantato sulle rive di un Lago italiano, mi sembra il Maggiore, o forse quello di Como, intanto mi torna in mente il servizio che Gente aveva dedicato alle riprese di George Lucas, proprio in questo maniero, qualche anno fa. Il lato oscuro della forza si materializza nella creazione di un esercito di cloni, ma per fortuna ci pensano i buoni ed è grande lotta postromanica in un’arena che ha tutti gli ingredienti del vecchio impero: ci sono le fiere, ci sono i condannati, il pubblico trepidante, ed un Nerone che alla fine non ottiene il suo tributo di sangue visto che alla fine, ovviamente, arrivano i nostri. Duello spietato/un po’ sborone fra il decrepito maestro Yota (si scrive così?) e il malefico capo delle forze avverse, un cozzare di spade laser che finisce in parità.
Tutto rimandato?

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gus...van sant
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posted 10 May 2002 01:44     Click Here to See the Profile for gus...van sant   Click Here to Email gus...van sant       Reply w/Quote


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Originally posted by fluxus:
che anche qui c'è qualcuno che ha avuto il coraggio di vedersi una delle tante minchiate pazzesche (l'ultimo bacio)che passano per le main-sale delle cittadine perbeniste...
ma come cazzo si fa a buttar via euro e tempo per vedere ste boiate...e proprio tu gus!!!
scusa ma io son veramente razzista, e ti dirò che al cinema ci vado ben poco...soprattutto nelle mega-sale-major-tutte pop corn e coca cola..dove, se non prenoti con addebito di carta di credito, ti ritrovi in prima fila sotto lo schermone o all'estrema destra/sinistra...per vedere cosa poi????la merda totale

e a proposito di te, mi viene in mente che c'ho un "tuo" film registrato in arretrato da vedere..."il mio idaho privato"....

vado!


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A Parte che leggi malissimo visto che l'ultimo baciotto me lo son visto in Dvd o in Vhs e cmq come cazzo si fà a non piegarsi di fronte a tanta ingenuità?
Penso che il dio cane mi punirà della mia cattiveria ,ma io non reggo all'ipocrisia.
L'ultimo baciotto, come Santa Maraduna,come Mouline Rouge come Rough Trade come NetAddiction come Nati per inculare o Mamma ho perso l'uccello possono essere :
sottofondo per scopare
sonnifero naturale
evasione temporanea,rottura di coglioni,lavoro di presavisione,critica del prodotto,marketing, espansione e comunque uno non è che mitizza l'andare al cinema, pensa che per anni andavo al cinema per uscire al primo tempo da una sala ed entrare in una seconda e magari in una terza etc etc..e conoscevo un scco di gente e magari scopavo al cesso tra un tempo morto e l'altro.
Fruire non è forse "anche" un fatto personale?
Mainsteram pop corn etc ? il vero problema che proiettano film di merda oltre al resto che è scontato o è discorso lungo da esame alla Siae...

Ma torniamo a noi :
hai visto " My Private Idaho" ? Nel frattempo, e manco lo sapevo, m'hanno detto che su Rai tre hanno trasemsso, stasera m in rpima serata , il mio penultimo film Will Hunting ,genio ribelle, ,,hai visto anche questa cagata?..

col sorriso sulle labbra,bye.

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mika
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posted 28 April 2002 22:36     Click Here to See the Profile for mika   Click Here to Email mika       Reply w/Quote


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Originally posted by gus...van sant:
La chicca del momento può essere the Royal Tenenbaums, film americano molto chiaccherato,molto citato, e molto, già come "look" imitato...

La storia è di una famiglia di pazzi che però sono geni e che vestono in mdo singolare ...insomma .Chi l'ha visto?ò lo vede mi faccia sapere....Grazie.

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Diciamo subito che non è un capolavoro,
che gli astanti in sala mi son sembrati indifferenti, che io me lo son già dimenticato, ma che cmq lo metto nella mia cineteca mentale a fianco di Delirio e paura? a L.V. ...si che è da vedere.
Anzi fanculo il "grande" cinema e le ipercerebrali commedie del sempreverde GreenWAY ,un Gene Hackman così non l'avete mai visto.

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fluxus
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posted 26 April 2002 23:30     Click Here to See the Profile for fluxus   Click Here to Email fluxus       Reply w/Quote


cazzeggiavo qua e la cercando compagnia post-serata trauma...e leggendo leggendo mi rendo conto che anche qui c'è qualcuno che ha avuto il coraggio di vedersi una delle tante minchiate pazzesche (l'ultimo bacio)che passano per le main-sale delle cittadine perbeniste...
ma come cazzo si fa a buttar via euro e tempo per vedere ste boiate...e proprio tu gus!!!
scusa ma io son veramente razzista, e ti dirò che al cinema ci vado ben poco...soprattutto nelle mega-sale-major-tutte pop corn e coca cola..dove, se non prenoti con addebito di carta di credito, ti ritrovi in prima fila sotto lo schermone o all'estrema destra/sinistra...per vedere cosa poi????la merda totale

e a proposito di te, mi viene in mente che c'ho un "tuo" film registrato in arretrato da vedere..."il mio idaho privato"....

vado!


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gus...van sant
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posted 23 April 2002 20:42     Click Here to See the Profile for gus...van sant   Click Here to Email gus...van sant       Reply w/Quote


Santa Maradona , Aki ,Alì e...

Ok a distanza di due ,? tre ? settimane di Santa Maradona non me ne frega più un cazzo.Assorbito il bidone in dvd, ringraziato l'autore per avermi fatto crollare in un sonno catartico senza usare sonniferi, sorvolando , per pietà , il cameo di Samuel, dei Subsonica, digerita l'insipida e ruffiana colonna sonora preferisco usare un vecchio metro scolastico
per valutare una merda .il voto . 0,9 ,(perilcolore).
Di Accorsi, che tra l'altro ho spiacevolmente conosciuto ,come attore, per la prima volta nell'isopportabilissmo "'ultimo baciotto" di CapitanMuccino stenderei un velo di moquette color miele&pere direttamente rubate dal Motel Connection..

Aki ? Kaurismaki aka Karismatik
Ok Aki è un pò che non fà film e questo non è una novità, la novità è che , colpa di un'evidente cretino, ho acquistato una rivista di DvD del cazzo, ( sono tutte del cazzo cmq le riviste di Dvd)che aveva allegato un film del fratello di Aki e cioè il Mika Kaurismaki.

Io che avevo già lanciato il decalogo antiscippodaVideo, ammonivo sull'evidenza del nome del..etc tec etc ...mentre lo sprovveduto, mio momentaneo accompagnatore, insisteva :

Dai ,Gussssss,, è il fratello dell'Aki, c'è "dentro" Johnny Deep, c'è Vincent Gallo, c'è la Delphy , le musiche sono dei LeninCowboy etc etc...e poi cazzo s'intitola VIVA L.A...

E io : ma sei rinco,!!!??? Questo DVD è una bomba ad orologeria!!, perchè se ha 4 caraterristiche su 5 del mio mezzzo decalogo, è proprio una granBombaPacco....
Lui : no no , ti dico che è fantastico..
.......acuistato 8,5 euro!!.........

Dopo 3 ore , interno notte, divani rossi luci blu , proiezione notturna :

Parte il Dvd ,un pacco, un pacccchissimooo.

voto : 0,6

Ah dimenticavo : allafine Johnny compariva in un cartellone per 10 secondi in tutto il film
. Vincent Gallo compariva 2 minuti.
- il protagonista ? uno sconosciuto...
e per la figa? una sciaquetta sconosciuta...

Un'inculata.....

Alì ? ah il film su Mohamed, ha rotto il cazzo, ogni anno un eroe nero da incensare!!Basta , io Alì lo guardo quando cazzo c'ho voglia nella mia boxeteca personale....

La chicca del momento può essere the Royal Tenenbaums, film americano molto chiaccherato,molto citato, e molto, già come "look" imitato...

La storia è di una famiglia di pazzi che però sono geni e che vestono in mdo singolare ...insomma .Chi l'ha visto?ò lo vede mi faccia sapere....Grazie.

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posted 03 April 2002 16:25     Click Here to See the Profile for gus...van sant   Click Here to Email gus...van sant       Reply w/Quote



Ammazza quanta carne al fuoco :

Oscar, Santa Maradona e Aki Karismatik..

Ma vado per ordine di grandezza :
Oscar : che dire di questa farsa che ha compiuto ,in questa edizione, uno dei suoi capolavori assoluti e cioè di premiare i peggiori in concorso..Dalla migliore attrice,dove svettava la diafana NicoleKidman, vera diva del 2001 2002,al miglior attore l'Academy per eccellenza, minata nel suo interno da lotte senza esclusioni di colpi delle principali Major che non hanno trovato, come spesso invece accade ,un mafioso accordo,ha emesso le sue cagate.
Il buonismo e il pietismo hanno trionfato nelle lacrime di Halle Berry, prima attrice di colore ad essere premiata. Halle Berry,che ha sbaragliato Nicole Kidman e Sissy Spacek, è nata il 14 agosto 1968 a Cleveland, in Ohio. Dopo aver fatto la modella, ha debuttato con Spike Lee nel 1991 in "Jungle Fever", poi ha interpretato - tra gli altri - "Il principe cerca moglie", "X-Men", "Codice Swardfish" e quindi "Monster's Ball" di Marc Forster, dove interpreta il ruolo di una vedova oggetto d'amore passionale di un giardiniere razzista, che le era valso l'Orso d'argento a Berlino e che le ha fatto conquistare l'Oscar.

"E' una grande notte - commenta ancora commossa dopo la premiazione - non avrei mai pensato che succedesse nella mia vita. Spero solo che ora verremo giudicati per il nostro talento e non per il colore della nostra pelle. Non pensavo davvero che succedesse, ero sopraffatta, quel momento davvero non era per me, era per tutti quelli che avevano pavimentato la mia strada prima di me, tante donne di colore che hanno cercato di permeare il sistema per tanti anni, e questo stanotte spero che abbia spezzato completamente il soffitto di cristallo. Ero così agitata - aggiunge - pensavo di non farcela su per le scale".

Lei ha fatto storia stanotte: come si sente?
"E' indescrivibile, ora non ho parole, forse fra una settimana, ora sono piena di tanta orgoglio, gioia, gratitudine. Ho sempre lottato e ora questo Oscar mi ispira, e se fra dieci anni dovrò combattere ancora, lo farò".

Alla luce di questo successo pensa di avere fatto le scelte giuste nella sua carriera?
"Io rifarei tutto uguale, non cambierei nulla. E, con questa statuetta in mano, consiglierei a ogni donna di colore di avere speranza, perché può succedere. Io non so se l'industria cinematografica cambierà, ma spero che quei cuori ispirati questa sera porteranno dei cambiamenti".

Prossimo obiettivo?
"Non so, nemmeno questo pensavo fosse possibile, me lo godrò per giorni. Stanotte ho qui mia madre, mio marito, il mio manager, dodici amici che mi aspettano, forse celebrereremo fino a mezzogiorno di domani".


P.s Per Santa Maradona ,Aki e la cena dei cretini a domani..

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chacka
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posted 26 March 2002 15:56     Click Here to See the Profile for chacka   Click Here to Email chacka       Reply w/Quote


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Originally posted by mika:
tanto per sparlare un poco del
diecielode alla storia del matematico nobel Nash, peraltro errata e piena di buonismo/patriottismo americano troppo preoccupato a tralasciare particolari biografici "troppo" raccapriccianti per una farsa doc da oscar....va buò son americani ))

Ma restiamo nella nella ns. amata penisola, sullo sfondo della vs. Torino al grido "Mannaggiaschifezzac'aggiuvisto...."
mi sparo SANTA MARADONA in DVD in 16:9 in culo alla balena per 1h e 36' di quello che voleva essere a detta di Marco Ponti(il regista) l'anello mancante in un cinema italiano che non ha mai rappresentato i giovani nel periodo transitorio post adolescenza-ricerca d'identità -lavoro stabilità ecc ecc....
A mé non sembra proprio un tema per niente nuovo, anzi Ferrario nel suo Tutti giù per terra ci aveva preso moooolto meglio del giovane Ponti
che crede di essere forse originale presentandoci sequenze di colloqui (trainspotting vi dice nienete?), bollette non pagate (PAZ?), furti impossibili (quando la finzione non somiglia proprio alla realtà), un forse stravagante coinquilino perennemente in coma (weekend col morto?), e le solite storie sentimentali di voi giovani (che palle!).

La vera rivoluzione stà a mio avviso nell'inserimento di una buona dose di dialoghi in un filmetto per borghesetti che si sà, s'annoiano a decifrare troppe parole attaccate..... complimenti per l'ardita scelta!



KILL kill Kill the poors
toni-i-i-ght ni-i-i-ight

cantavano i Dead Kennedys


Kill kill kill Accorsi...

che m'ha veramente scassato u cazz...

<= Chacka =>
al ritorno da RomaBologna...

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mika
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posted 26 March 2002 15:13     Click Here to See the Profile for mika   Click Here to Email mika       Reply w/Quote


tanto per sparlare un poco del
diecielode alla storia del matematico nobel Nash, peraltro errata e piena di buonismo/patriottismo americano troppo preoccupato a tralasciare particolari biografici "troppo" raccapriccianti per una farsa doc da oscar....va buò son americani :)))

Ma restiamo nella nella ns. amata penisola, sullo sfondo della vs. Torino al grido "Mannaggiaschifezzac'aggiuvisto...."
mi sparo SANTA MARADONA in DVD in 16:9 in culo alla balena per 1h e 36' di quello che voleva essere a detta di Marco Ponti(il regista) l'anello mancante in un cinema italiano che non ha mai rappresentato i giovani nel periodo transitorio post adolescenza-ricerca d'identità -lavoro stabilità ecc ecc....
A mé non sembra proprio un tema per niente nuovo, anzi Ferrario nel suo Tutti giù per terra ci aveva preso moooolto meglio del giovane Ponti
che crede di essere forse originale presentandoci sequenze di colloqui (trainspotting vi dice nienete?), bollette non pagate (PAZ?), furti impossibili (quando la finzione non somiglia proprio alla realtà), un forse stravagante coinquilino perennemente in coma (weekend col morto?), e le solite storie sentimentali di voi giovani (che palle!).

La vera rivoluzione stà a mio avviso nell'inserimento di una buona dose di dialoghi in un filmetto per borghesetti che si sà, s'annoiano a decifrare troppe parole attaccate..... complimenti per l'ardita scelta!


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