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| Author | Topic: viaggi telefonici |
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apolide sedentario ++ Posts: 1075 |
ma qualcuno si ricorda ancora quando c'erano solo i telefoni grigi della SIP e se uno non era in casa non lo potevi proprio rintracciare? quanto velocemente l'assunzione di una tecnologia fa effetto? l'abitudine alla tecnologia è adattamento alla situazione a scopo di proficuo impiego dell'utensile, o assuefazione? |
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Sirio ++ Posts: 58 |
C' è qualcosa di Capitan Sip in me. Quando mi legano (o mi fanno pagare per tutta la vita) spero che ci siano un sacco di leggende metropolitane su di me. Ricamateci sopra di brutto! s. |
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apolide sedentario ++ Posts: 1075 |
leggenda metropolitana di risposta e ringraziamento a sirio (grande!!!): anni fa girava per la riviera ligure, armato di apposito scudo (un pannello circolare col logo del telefono, rancato - "strappato via", per i non liguri selvaggi - dal tetto di una cabina telefonica) il famigerato Capitan Sip, che rubava gettoni ai ricchi per darli ai poveri... poi hanno tolto i gettoni... allora Capitan Sip si diede alle operazioni di ricarica schede telefoniche usate, col metodo dello scotch sulla banda magnetica... poi se ne accorsero e legarono tre militari di leva spezzini per truffa ai danni dello stato... poi privatizzarono la sip, nacque la telecom... ma Capitan Sip ritornerà, oh se ritornerà... |
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Sirio ++ Posts: 58 |
Leggende metropolitane. Un ragazzo di Pra, all' età di anni 17 si divertiva con la combricola di amici a fare scherzi telefonici. L' attività venne interrotta da bollette oscene, e soprattutto da un vicino di casa sfigato (usuale vittima degli scherzi)accompagnato dallo zio carabiniere sulla sessantina. La mefistofelica mania, nonostante tutto, inglobò nuovamente il giovane grazie all' avvento dei numeri verdi. Decine e decine di chiamate, costo zero, divertimento assicurato. Oggi il ragazzo di Pra abita in un attico a Parigi in quanto durante lo svolgimento della sua attività preferita ha avuto modo di conoscere la sua anima gemella: una telefonista francese rimborsata dalla Phillip Morris per i danni ai polmoni subiti dopo anni di lavoro e fumo passivo nello lo stanzino sovraffollato dove operava. Tutto vero. s. |
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apolide sedentario ++ Posts: 1075 |
in attesa che lella si rifaccia viva da quelle steppe latitudinali... caro archivista, mi fai venire in mente un altro spunto... c'eri anche tu, ricordi, nel ninfeo? da usare come misura ritorsiva contro il sistema... ciascuno ha ben diritto di sputtanarsi la propria percentuale di deficit pubblico... |
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l'archivista ++ Posts: 647 |
Anche durante il pallosissimo e obsoleto servizio civile si possono trovare spunti per viaggiare tramite cornetta. La galleria nazionale di Palazzo Spinola mi ha assoldato per 10 mesi e io ovviamente l'ho ringraziati d'affar mio gravando sul fatturato del Ministero dei Beni Culturali sezione genovese con bollettazze da primato. In particolare l'ufficio della direttrice era sempre privo di personale, per non parlare ovviamente della direttrice, così si organizzava qutidianamente una piccola tenzone su chi avrebbe telefonato + distante. C'era chi telefonava a Fabbriche(Voltri) chi a Milano dai parenti, chi a Berlino a fantomatiche case produttrici musicali, chi come me alla tipa che studiava allora a Los Angeles. Morale: voi sbarbatelli che dovete ancora prestare servizio,se non siete abbastanza uomini per viaggiare su elicotteri de combattimento con la Folgore, assicuratevi almeno che l'ente a cui avete fatto richiesta sia munito di un telefono senza vigilantes in mezzo ai coglions.
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apolide sedentario ++ Posts: 1075 |
la nordicissima lella (altro che bossi) fa sbilanciare la bilancia della tenzone italo-finnica dalla parte finnica, come avanguardia del nuovo telefono errotico: ti senti solo/a? c'è alla indesit un operatore/trice telefonico/a solo/a quanto te... a meno che qualcuno non scriva che telefona davvero ai numeri verdi per chiedere informazioni sul prodotto... a parte le telefonate minatorie o di insulti, che sono sempre gradite, anche da loro, che comunque ci passano il tempo, come vigile urbano (servile) che ha la rogna di farsi beccare mentre appioppa una multa... |
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lella + Posts: 3 |
Si gioca questo gioco anche dalle mie parti ma nella versione domestica: usando oggettistica utilissima dalla macchina che fa il pane, che ti lava i denti fino a telecommandi e polvere per la lavatrice (resa famosa dal spot commerciale)che offrono consultazioni telefonice gratis 24/24. Nella notte lunga senza sonno si deve, e magari senza nemmeno di alzarsi dal letto, solo trovare il pacchettone originale per ascoltare delle storie raccontate con la voce consolidatrice a scelta in svedese (Asea Scandia), inglese (Kenwood) o tedesco (Brown)o magari divertirsi conversando con una voce Humbrey Bogart che ti spiega le finezze technice della ultranuova lavastoviglia 2001 ( e questo e il vero 1a1!). |
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l'archivista ++ Posts: 647 |
quando son stato erasmus a Coimbra ovviamente da buon italiano mi ero portato il gingillo dietro ed avevo la scheda portoghese optimus che prevedeva per i primi mesi l'invio di 100 sms agratis al giorno;così viaggiavo non solo in portogallo da N a S,ma anche nel resto d'Europa(compresa l'Italia)insultando via messaggio telefonico mezzo continente,inventandomi numeri e divertenti frasette oscene. Capitava anche che qualche troppo zelante destinatario del messaggio si prendesse la briga di telefonarmi per chiedere la ragione di tanta cattiveria. L'international tour è finito quando la Optimus m'ha interrotto il servizio perchè in un eccesso di divertimento un giorno di pioggia incessante ho superato i 100 sms. |
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bootboy ++ Posts: 40 |
Guardate che gli operatori telefonici sono persone seri... leggete la storiella e meditate (leggi:edificatevi la coscienza) Information Please When I was quite young, my father had one of the first telephones in our neighborhood. I remember well the polished old case fastened to the wall. The shiny receiver hung on the side of the box. I was too little to reach the telephone, but used to listen with fascination when my mother used to talk to it. Then I discovered that somewhere inside the wonderful device lived an amazing person - her name was Information Please and there was nothing she did not know. Information Please could supply anybody's number and the correct time. My first personal experience with this genie-in-the bottle came one day while my mother was visiting a neighbor. Amusing myself at the tool bench in the basement, I whacked my finger with a hammer. The pain was terrible, but there didn't seem to be any reason in crying because there was no one home to give sympathy. I walked around the house sucking my throbbing finger, finally arriving at the stairway - The telephone! Quickly I ran for the footstool in the parlor and dragged it to the landing. Climbing up I unhooked the receiver in the parlor and held it to my ear. Information Please, I said into the mouthpiece just above my head. A click or two and a small clear voice spoke into my ear. "Information." "I hurt my finger. . ." I wailed into the phone. The tears came readily enough now that I had an audience. After that I called Information Please for everything. I asked her for help with my geography and she told me where Philadelphia was. She helped me with my math, and she told me my pet chipmunk I had caught in the park just the day before would eat fruits and nuts. And then there was the time that Petey, our pet canary died. I called Information Please and told her the sad story. She listened, then said the usual things grown-ups say to soothe a child. But I was unconsoled. Why is it that birds should sing so beautifully and bring joy to all families, only to end up as a heap of feathers, feet up on the bottom of a cage? She must have sensed my deep concern, for she said quietly, "Paul, always remember that there are other worlds to sing in." Somehow I felt better. Another day I was on the telephone. "Information Please." All this took place in a small town in the pacific Northwest. Then when I was 9 years old, we moved across the country to Boston. I missed my friend very much. Information Please belonged in that old wooden box back home, and I somehow never thought of trying the tall, shiny new phone that sat on the hall table. Yet as I grew into my teens, the memories of those childhood conversations never really left me; often in moments of doubt and perplexity I would recall the serene sense of security I had then. I appreciated now how patient, understanding, and kind she was to have spent her time on a little boy. A few years later, on my way west to college, my plane put down in Seattle. I had about half an hour or so between planes, and I spent 15 minutes or so on the phone with my sister, who lived there now. Then without thinking what I was doing, I dialed my hometown operator and said, "Information Please". Miraculously, I heard again the small, clear voice I knew so well, "Information." I hadn't planned this but I heard myself saying, "Could you tell me please how to spell fix?" There was a long pause. Then came the soft spoken answer, "I guess that your finger must have healed by now." I told her how often I had thought of her over the years and I asked if I could call her again when I came back to visit my sister. "Please do, just ask for Sally." Just three months later I was back in Seattle. A different voice answered Information and I asked for Sally. I thanked her and hung up. I did know what Sally meant. Una stronzata così galattica non può che essere vera! |
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apolide sedentario ++ Posts: 1075 |
c'è anche una divertente variante: si prende un elenco telefonico, che nelle prime pagine riporta l'elenco dei numeri verdi... lì si sceglie l'obiettivo (nel caso precedente si va alla cazzo, e anzi è divertente chiedere "chi siete" a quelli che sono stati chiamati...) non sto parlando di scherzi telefonici (che si possono anche fare), ma proprio di dibattiti fini a se stessi con istituzioni, centri culturali, associazioni a fini di lucro, associazioni a fini di fini, ferrovie, enti, ambienti sociali... mentre si aspetta l'autobus a fianco a una cabina, a costo zero, un dibattito con il numero verde fs della sezione merci de L'Aquila... |
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apolide sedentario ++ Posts: 1075 |
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emergente ++ Posts: 68 |
Apolide sedantario,interessante divagazione su una possibile lternativa "via di fuga", sopratutto al mio ferragosto metropolitano, ben poco parco di spunti divagatori. Preso ben nota della cosa proverò un paio di esperimenti nella speranza di beccare, magari, per caso, qualche nr.interessante.. se ciò avrà sucesso ,non dimenticherò di indicartelo. ciao .un'emergente |
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apolide sedentario ++ Posts: 1075 |
non c'entra un caz con l'autostop... però è un modo di "viaggiare" (immaginariamente) aggratis... meglio di chat e simil fintomezzi di comunicazioni interpersonali... : quando siete nei pressi di una cabina telefonica (quelli che ancora le vedono, non assuefatti dal cellulare) componete numeri verdi a caso (basta far precedere 800 o prefissi simili, e poi digitare sequenze casuali, magari mnemoniche tipo - vado a caso - 44033)... senza spendere 1 lira, verrete messi in collegamento con qualche sfigato di operatore telefonico di chissà quale azienda di chissà quale parte del mondo, dove magari è notte, il servizio funziona 24su24, e costui/costei sta ad aspettare telefonate inesistenti... pensate al suo piacere nel conversare con qualcuno... io lo feci e mi capitarono inglesi e australiani ben lieti di fare due chiacchiere in inglese maccheronico... (trovai anche italiane incazzatissime che risposero "io qui lavoro, mica perdo tempo", ma si può sempre mandarle a cagare...) |
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