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| Author | Topic: the ultimate beach? |
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VITTORIO CECCHI GORI AI CONFINI DELLA REALTÀ (OLTRE LA CELLA DI REGINA COELI)
L’episodio della borsa spiega bene il motivo per cui il giudice, famoso per avere inflitto l’ergastolo ai brigatisti dell’omicidio di Massimo D’Antona, compresa Cinzia Banelli, e di essere stato inflessibile con “lady Asl”, si trova nella posizione scomoda dell’indagata. In fondo, come spiega Sottani, è stata la stessa Figliolia ad essersi «vantata di aver interceduto in senso favorevole a Cecchi Gori sia presso la Corte di Cassazione, per l’accoglimento di un ricorso nei confronti della Telecom, che presso il Tribunale Civile, Sezione Fallimentare, di Roma, garantendo di aver ottenuto il mutamento di assegnazione del giudice delegato, cioè mediante la sostituzione del dottor Terranova, ritenuto ostile agli interessi di Cecchi Gori..». Perciò in quel rapporto amicale con il produttore che le permetteva di usufruire dell’appartemento londinese di Cecchi Gori e di avere molti dei suoi servigi, c’erano anche i regali. Racconta un avvocato-teste: «...la Figliolia mi indusse a capire che a lei piaceva molto una borsa Chanel (del valore di circa 3.000 euro) e insistette fino al punto che io rappresentassi questa circostanza a Vittorio il quale mi disse di comprargliela.
L'indagine prende le mosse dalla denuncia presentata dal filippino di Cecchi Gori, Ibarrientos Alfelor Nathan contro Pino Lattari, già segretario dell'ex patron, che avrebbe – stando all'esposto - minacciato l'inserviente con un'arma «al fine di impedirgli di rivelare a Cecchi Gori l'esistenza di una relazione sentimentale tra lo stesso Lattari con l'attrice Mara Loreto De Gennaro, meglio conosciuta con il nome d'arte di Mara Meis, fidanzata e convivente di Vittorio Cecchi Gori. Ovviamente la relazione tra Lattari e Meis, vera o finta che fosse (e negata da entrambi ndr) non era nota all'imprenditore». Ed è proprio sulle dichiarazioni di Lattari e Meis (ma anche l'ex moglie Rita Rusic ha confermato la frequentazione della Figliolia a Palazzo Borghese) che si fonda l'inchiesta contro il giudice romano che nei prossimi giorni verrà sentito a Perugia da un altro, suo collega, giudice per le indagini preliminari. |
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Il tour operator di Dio Da “Il Foglio”
Nato nel 1922 a Cicero, il sobborgo di Chicago noto per aver dato i natali ad Al Capone, da una famiglia di immigrati lituani, Paul Casimir aveva cinque fratelli. Il padre si guadagnava da vivere pulendo i vetri degli uffici. La vocazione si manifesta abbastanza presto: a tredici anni si iscrive a una scuola della diocesi e a diciotto si trasferisce nel seminario maggiore di St. Mary of the Lake a Munderlein, in Illinois, dove studia filosofia e teologia. Nel ’47 riceve l’ordinazione sacerdotale e viene inviato in una parrocchia di un quartiere nella parte sudoccidentale di Chicago, in missione fra le giovani famiglie. Appena un anno dopo, Marcinkus viene trasferito al Tribunale diocesano e due anni dopo lo troviamo già a Roma per studiare diritto canonico. Nel 1952, mentre si trovava a Londra per una ricerca, fu raggiunto da una lettera del Vaticano che lo invitava a trascorrere due mesi presso la sezione inglese della Segreteria di Stato. I professori della Gregoriana avevano infatti segnalato il nome di don Paul al factotum di Pio XII, monsignor Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI. Quel periodo di prova divenne definitivo. E Marcinkus si trasformò a poco a poco nel punto di riferimento romano per tutti gli americani. Durante il Concilio Vaticano II lo troviamo al lavoro per garantire i prezzi migliori per i voli transoceanici dei vescovi e la loro sistemazione negli alberghi romani. Nel ’63 fa costruire Villa Stritch (dedicata a un cardinale di Chicago), un complesso da un milione di dollari progettato per ospitare i prelati statunitensi, e ne diviene il primo rettore.
Un nomignolo azzeccato, date l’imponente stazza e la folta peluria del prelato americano. Nel 1969 il Papa lo consacra vescovo e lo trasferisce alla guida allo Ior, pur non avendo Marcinkus alcuna competenza in fatto di banche e finanza. Passano pochi anni, e nel 1972 il suo nome viene tirato in ballo nello scandalo dei titoli azionari falsificati che il Vaticano avrebbe acquistato dalla mafia. L’indagine sulla “Vatican connection” è affidata all’Fbi. Gli agenti entrano nelle sacre stanze e interrogano i più stretti collaboratori dell’allora Sostituto alla Segreteria di Stato, monsignor Giovanni Benelli. Che da allora diventerà avversario di Marcinkus. Il prelato di Cicero viene prosciolto dall’accusa, ma quella data segna l’inizio della sua cattiva fama. Sono gli anni in cui, grazie a potenti appoggi, Michele Sindona ha facile accesso al Vaticano. Così come il suo “allievo” Roberto Calvi, discusso presidente del Banco Ambrosiano, con cui lo Ior di Marcinkus entra presto in affari. Con l’aumentare del suo potere, “Chink” vede crescere anche il numero dei suoi nemici. Profondamente indignato per il modo d’agire un po’ troppo disinvolto del presidente dello Ior è ad esempio il Patriarca di Venezia Albino Luciani, che a metà degli anni Settanta ebbe dei contrasti con Marcinkus relativi al Banco San Marco e alla cessione della Banca Cattolica del Veneto al Banco Ambrosiano. Si dice che giunto a Roma per chiedere spiegazioni di un’operazione condotta senza che i vescovi veneti fossero stati avvisati, Luciani sia stato messo alla porta in modi piuttosto spicci. Monsignor Marcinkus smentirà la circostanza. Sta di fatto che, secondo molte autorevoli fonti, subito dopo l’elezione, papa Luciani manifestò l’intenzione di rimuovere il prelato americano dal vertice dello Ior “perché un vescovo non deve dirigere una banca”.Certe operazioni spregiudicate dell’Ambrosiano erano ben note ancor prima dell’arrivo al Soglio di Karol Wojtyla.
A inguaiare l’intraprendente arcivescovo furono le famose lettere di patronage, concesse dallo Ior a Roberto Calvi nel momento in cui l’impero di scatole cinesi dell’Ambrosiano cominciava a sfaldarsi. Con quelle lettere, la banca vaticana confermava che “direttamente o indirettamente” esercitava il controllo su Manic. S.A. (Lussemburgo), Astolfine S.A. (Panama), Nordeurop Establishment (Liechtenstein), U.T.C. United Trading Corporation (Panama), Erin S.A (Panama), Bellatrix S.A (Panama), Belrosa S.A (Panama), Starfield S.A (Panama). Sono la “prova” delle colpe di Marcinkus, secondo gli inquirenti che chiederanno il suo arresto per concorso in bancarotta fraudolenta, mai concesso dal Vaticano. In realtà, esisteva anche un’altra lettera, a firma di Calvi, che sollevava la banca della Santa Sede da ogni responsabilità. Ingenuo e desideroso di aiutare un compagno d’affari che gli offriva weekend di lavoro alle Bahamas o complice di operazioni sporche? Nessuno saprà mai fino in fondo la verità. E sebbene il Vaticano abbia continuato a negare qualsiasi malversazione, il cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato di Sua Santità, negoziò con il governo italiano un accordo in base al quale lo Ior avrebbe versato la bellezza di 244 milioni di dollari ai creditori dell’Ambrosiano, come risarcimento per ogni pretesa presente o futura. E il pagamento, checchè ne dicano i vertici della Santa Sede, equivale a un’ammissione di colpa. La somma fu versata anche grazie all’aiuto dei banchieri dell’Opus Dei, la quale si vedrà riconoscere lo statuto di Prelatura personale del Papa nel nuovo codice di Diritto canonico, promulgato di lì a poco. L’Anno Santo straordinario del 1983, indetto da Papa Wojtyla, servirà anche a rimpinguare le casseforti vaticane dopo la bufera. Non tutto è chiaro nei passaggi che portano alla liquidazione del Banco dopo il crac, così come molte zone d’ombra rimangono sulle circostanze della morte di Calvi. Giulio Andreotti, ad esempio, ha più volte manifestato la sua sorpresa per la rapidità con cui il più grande gruppo bancario cattolico venne distrutto.
Calvi aveva più volte sostenuto di aver avuto una parte nell’aiuto finanziario al sindacato polacco di Lech Walesa che con la sua attività segnò l’inizio della fine del comunismo. In una bobina registrata segretamente da Flavio Carboni si sente la voce di Calvi che dice: “Io gli ho detto sul muso a Marcinkus: guardi che se per caso risulta da qualche contabile che gira per New York che manda soldi a Solidarnosc, qui fra un po’ non c’è più pietra su pietra… Tanto per parlarci chiaro”. I finanziamenti sarebbero stati gestiti con operazioni estero su estero e incassati da un prete polacco residente a Roma, che li faceva pervenire al sindacato. E traccia di una “operazione Polonia” è rimasta anche in un verbale del consiglio d’amministrazione del Banco Ambrosiano. Il presidente dello Ior smentirà di essere stato a conoscenza dell’operazione: “Calvi non mi ha mai parlato di Solidarnosc. Se ha dato qualcosa a Solidarnosc, va bene, ma non ne ho mai saputo niente”. Di certo, i soldi guadagnati da Marcinkus con gli investimenti e le compravendite di proprietà sono serviti a finanziare “opere di religione” e sono stati utilizzati per costruire chiese. Nonostante le frequenti voci e i numerosi pettegolezzi messi in giro dai suoi tanti nemici all’interno della mura vaticane, nulla è mai stato accertato contro Marcinkus, escluse, ovviamente, le sue acrobazie finanziarie. Le dicerie su una sua presunta relazione con una bella donna sposata, ex miss Francia, si sono rivelate del tutto infondate e frutto della malevolenza di prelati invidiosi del “Chink”. Così come si rivelerà del tutto priva di fondamento l’accusa rivoltagli nel 1984 dal giornalista inglese David Yallop, autore del bestseller “In God’s name”. Nel libro si sostiene la tesi dell’omicidio di Papa Luciani, che sarebbe stato assassinato anche da Marcinkus, in combutta con l’allora Segretario di Stato Jean Villot e con il discusso arcivescovo di Chicago John Patrick Cody. Un altro prelato americano caduto in disgrazia per la cattiva gestione delle finanze ecclesiastiche. |
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Crisi mutui USA : decine d'arresti NEW YORK - Sessanta persone arrestate e 406 incriminate: ha le proporzioni di una vera e propria retata a Wall Street l'operazione coordinata dal ministero della Giustizia degli Stati Uniti e dall'Fbi nell'ambito dell'indagine sul fallimento dei fondi speculativi che ha innescato la crisi dei subprime. L'Fbi ha annunciato di aver individuato 144 casi di frode legati ai mutui subprime, per un totale di 1,6 miliardi di dollari di perdite. MANAGER BEAR STEARNS NEL MIRINO - Nel mirino delle autorità federali, fra gli altri, due ex manager di Bear Stearns, accusati di frode, complotto e insider trading. Ralph Cioffi e Matthew Tannin, rischiano ora decine di anni di carcere. Se le accuse verranno confermate Cioffi rischia fino a 40 anni di reclusione, mentre Tannin ne rischia 20 non pendendo su di lui l'accusa di insider trading. Secondo indiscrezioni i due sarebbero stati messi in libertà su cauzione. Dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori. A inchiodare Cioffi e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail: Tannin dal suo indirizzo di posta elettronica privato proponeva a Ciotti di discutere della chiusura degli hedge fund. Proposta che Cioffi accettava invitandolo nella sua casa in New Jersey. Ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi ma, nonostante questo, quattro giorni dopo, nel corso di una conference call, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c'erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido. L'INDAGINE - Cioffi e Tannin a parte, la lista delle persone coinvolte è lunga: le autorità hanno incriminato 406 persone e arrestato altre 60. Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari. Nell'illustrare i risultati preliminari dell'indagine e spiegare le motivazioni alla base dell'arresto di Cioffi e Tannin, le autorità hanno sottolineato che «gli arresti degli ex manager di Bear Stearns forniscono la magnitudine e la grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica», tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell'andamento reale dei propri investimenti. INDAGINI SU 19 GRANDI SOCIETA' - L'Fbi starebbe inoltre indagando su 19 «grandi societa», incluse banche d'investimento, agenzie di rating e hedge fund. Robert Mueller, direttore del Federal Bureau of Investigation, senza identificare le aziende coinvolte nelle indagini, spiega che l'Fbi lavora a stretto conttato con la Sec, la Consob americana, e il dipartimento di giustizia, per «valutare l'intento criminale» delle presunte frodi. Nel mirino, infatti, non ci sono le frodi una tantum sui mutui, ma quelle studiate, basate su complotti a vario livello per far aumentare i profitti. Gli stati più «colpiti» da questo genere di attività illecita sono Florida, Texas, New York, Ohio e Illinois. In alcuni casi - spiega l'Fbi - le frodi sui mutui sono collegate a bande e a casi di droga, in quanto rapprentano un meccanismo per il riciclaggio di denaro. A Chicago le autorità hanno incriminato 67 persone per frode, fra agenti immobiliari, costruttori e avvocati. «Questo tipo di crimini ha fatto sì che le banche e le società finanziarie si adoperassero per stringere gli standard di credito», sottolinea Patrick Fitzgerald, procuratore di Chicago. |
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CECCHI GORI RULEZ Ha risposto alle domande e ha spiegato che «tutte le operazioni relative alla Safin si sono svolte sotto le sue direttive». Si è assunto ogni responsabilità, l’ex tycoon televisivo, ex patron della Fiorentina, Vittorio Cecchi Gori, ma ha provato a convincere il giudice che voleva solo guadagnare denaro e pagare i creditori. Sulla sua vita privata, invece, Cecchi Gori dovrà parlare ancora, davanti al giudice monocratico di Roma, per difendersi dalle accuse di minacce e lesioni (lievi) che gli muove la donna che fino a ieri dimostrava una fiducia incrollabile in lui, Valeria Marini. Ma andiamo con ordine.
Intanto anche la liason con Valeria Marini è finita al centro di un processo per minacce, ingiurie e lesioni lievi. La soubrette, sua ex compagna, nonostante lo difenda pubblicamente, dopo l’ennesima litigata ha presentato una denuncia nei suoi confronti, raccontando agli inquirenti i due anni d’inferno vissuti tra sfuriate e qualche schiaffo. Era giugno del 2003 (gli episodi contestati sono durati fino a inizio ottobre del 2005) quando l'ultima violenta lite ha fatto scattare la reazione. Va bene la passione, la complicità, ma troppe incomprensioni. Valeria ha fatto le valigie ed è fuggita dal palazzone di piazza di Fontanella Borghese, per fermare la furia del suo compagno. Qualche giorno dopo ha presentato denuncia alla magistratura raccontando che, a volte, si è vista costretta a chiudersi in bagno per contrastare gli scatti d’ira del suo convivente. Lui non vuole che torni tardi a casa, anche se le ragioni sono il lavoro. Le urla, la offende. Sono quattro gli episodi che vengono contestati dal Tribunale a Cecchi Gori. Coincidono con le varie fasi della loro relazione sentimentale. I due, infatti, si lasciano nel dicembre del 2003. Poi c’è il ritorno, fino all’ultima discussione nel 2005. Ora sarà un giudice monocratico, Maddalena Cipriani, a dover risolvere la questione, sulla base di quanto Valeria Marini le racconterà il prossimo primo ottobre durante la sua testimonianza. |
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LA HOPA HA “FUSO”, MILLE MIGLIA SENZA I “BRESCIANI” Paolo Madron per “Il Sole 24 Ore”
E poi, naturalmente, non potevano mancare gli addetti ai lavori: il numero uno di Volkswagen, Ferdinand Piech, atteso con un maggiolino da museo, Mike O'Driscoll, l'amministratore delegato della Jaguar, alla guida di una D-Type del 1956, Andrea Castronovo presidente di Bmw Italia con Marco Saltalamacchia, responsabile europeo della casa automobilistica su una Bmw del 1938. Takao Ebi, Ceo della giapponese Fuji, e il sindaco di Mosca con signora, danno alla kermesse il giusto tocco esotico. |
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CIO' CHE NON HO POTUTO DIRE PER 7 ANNI. http://lombardia.indymedia.org/?q=node/5353 printable page * Approfondimenti autore: Vi spiego ciò che pensano di voi, ossia della gente comune, gli alti vertici di banche, assicurazioni, finanziarie, multinazionali. Quando qualcuno cerca di avvisare la gente che alcuni squali vogliono speculare sui loro risparmi e sulle loro vite, essendo a conoscenza di notizie che avverranno, nessuno vuole crederci. Le persone sono troppo ignoranti, non leggono, non sanno l'inglese, non sanno di cosa state parlando e non vogliono saperne di cattive notizie, non vogliono saperne di essere stati fregati un'altra volta. Ho lavorato per anni presso una multinazionale di investimenti che al mio licenziamento mi ha fatto firmare 7 anni di silenzio. Io sapevo dal 1999 dei mutui che avrebbero schiavizzato chi li richiedeva e delle manovre per quotare in borsa "le previsioni di crescita di un bene" vedi caso enron, dove le borse usa permisero di quotare "le previsioni della crescita dei prezzi dell'elettricità": ossia quotarono in borsa qualcosa che non esiste. Da 5 anni dico ai miei amici e conoscenti di non indebitarsi, perché li mangeranno vivi. Risultato: io porto sfiga. Chi non legge, chi non si informa, chi vede solo il guadagno, verrà fregato senza speranza e perderà tutto. Ci sono persone che stanno perdendo la casa e fanno due lavori e non vedono i loro figli e dicono che io ho portato loro sfiga: nessuno dice che li avevo avvertiti di non comprarsi il Suv col finanziamento, di fare la vacanza in Egitto col finanziamento (sfruttando manodopera palestinese che per quel lavoro in alberghi, per gli italiani low cost, non vede i famigliari per almeno 1 mese: questa è schiavitù perché un italiano dopo possa vantarsi di aver fatto 8 giorni in Egitto spendendo meno che in Italia), di comprare casa a debito per 30 anni. Io porto sfiga, capite? Non ho più amici, perché se dici la verità ti sputano in faccia. Con la guerra in Iran il petrolio aumenterà del 400%, i prodotti, che sono trasportati su gommati a gasolio, aumenteranno di conseguenza. I cereali e la pasta e il pane sono aumentati del 150%, ANCHE IL RISO E IL GRANO STANNO AUMENTANDO. Presto non avrete i soldi per le vacanze, vi indebiterete di nuovo, indebiterete i vostri figli, perché ciò che le multinazionali vogliono, è indebitarvi in eterno. Quando lavoravo per questo gruppo finanziario creato da banche e assicurazioni, mi dissero che le telefonate dei potenziali clienti erano registrate. Dovevo chiedere ai clienti se avevano almeno 80mila euro da Investire. Se rispondevano "Negativo" non dovevo perdere tempo e dovevo far cadere la chiamata. Un'altra banca, che ora scopro correlata con gli investimenti di un candidato alla presidenza Usa, richiedeva un minimo di 120mila dollari per poter investire con essa. Per gli standard delle banche/assicurazioni/multinazionali le persone, gli umani, sono esseri inferiori se non hanno abbastanza denaro. Questo si rifà alle teorie dell'eugenetica. Questa teoria è la base per definire le razze inferiori da depredare. Ho assistito ad una conversazione tra un manager di questa multinazionale e il suo superiore. Essi pensavano che non fossi ancora a lavorare in quell'ufficio, ma io ero là. Quello che sto per spiegarvi è il resoconto di ciò che è accaduto alcuni secoli prima che noi nascessimo e vi farà capire che si tratta di un PIANO STRATEGICO che ha necessitato di migliaia di anni per realizzarsi, perciò poteva essere ideato soltanto da ENTITA' che sopravvivono al tempo ricordando ciò che è il loro compito: annientare il potere energetico vitale degli umani. Potete gettare questo testo, e restare felici nella vostra assoluta ignoranza, pagare tasse su tasse e restare sudditi privilegiati; oppure potete capire come vi stanno fregando e come vi annienteranno. Si parte dal concetto che madre natura può nutrire tutti: esistono libri di cucina che spiegano quali radici, e piante dei prati sono commestibili, si possono cucinare e si può sopravvivere con esse, senza spendere un centesimo. Inoltre esiste il pesce, che pochi pescano nei laghi e nei torrenti. Il pesce favorisce il colesterolo buono, fornisce molte più vitamine e sali minerali della carne. Le multinazionali ci vendono la carne, ci vendono i pesci dei laghi africani che esse pagano una miseria ai nativi, rendendoli schiavi, ci vendono yogurt per abbassarci il colesterolo: ci vendono tutto ciò che la natura ci potrebbe fornire, se ci svegliassimo ora. Un campo di mais può sfamare 10 persone per un anno, se le dieci persone cooperano per coltivare almeno un ettaro di terreno. 20 mucche o maiali o pecore brucano l'erba su quell'ettaro di terreno in tre giorni, e necessitano continuamente di acqua da bere. Con il latte e il formaggio e le carni di quegli animali non si possono sfamare 10 persone. Avete idea di quanta erba e acqua e cereali hanno bisogno gli animali per crescere? Allevare gli animali con sfama la popolazione. I cereali invece si. E' per questo che vi hanno spinti a cibarvi di carne e formaggi, che rendono acido il sangue e provocano colesterolo e cancro. Hamburger, salamelle, costine, wurstel, salami, mortadelle insaccati, cibi pieni di glutammato di sodio e pepe: veleni per le arterie. Ammalandovi continuerete a finanziare le multinazionali: cure mediche costose, pagate comunque per la paura di morire. Morendo presto di cancro, le assicurazioni non dovranno più pagarvi la pensione. I cibi killer sono stati studiati per eliminare gli umani. Se voi foste dei multimiliardari che posseggono delle assicurazioni che devono pagare le pensioni a vita ai loro assicurati, il vostro guadagno dipenderebbe da quante persone non riescono ad arrivare all'età pensionabile. Il 2008 è l'anno delle patate. Chi controlla le multinazionali ha deciso che, dopo i cereali (che sono aumentati del 150 per cento, compresi i prezzi di farine, il pane, i biscotti) bisognerà rivalutare un cibo povero come la patata e perciò creare comitati che ne accertano la provenienza e la qualità. Tutto ciò farà aumentare il prezzo delle patate. Il Telegiornale di Raitre un mese fa ha annunciato che il riso prodotto nel vercellese sarà rivalutato: si passerà dai periodi in cui il riso veniva distrutto al macero per alzarne il prezzo, alla concreta valutazione del suo prezzo: aumenterà e voi lo pagherete di più e sarete più poveri. Diventare più poveri significa NON AVERE IL DENARO PER: Le entità che controllano le multinazionali vogliono che VI INDEBITIATE per continuare a pagare i vostri svaghi e divertimenti. Farete il finanziamento per le vostre vacanze. Da chi farete il finanziamento? Dalle banche delle loro multinazionali. Vi indebiterete a vita con queste società Leviatane che vi succhieranno tutto e vi sputeranno. I libri costano: se non leggerete non potrete sapere quali cibi fanno male, quali nuove sigle vengono usate per mascherare ingredienti come l'aspartame, il glutammato, i grassi idrogenati. La cultura salva la vita. I vostri figli non potranno studiare se dovrete spendere il 200% in più nel cibo. Avranno un lavoro peggiore del vostro, mal pagato, non potranno acquistare libri: le entità hanno ideato un circolo vizioso. Iniziate a capire? Con la rivoluzione industriale chi controllava il denaro ha spostato le persone sotto forma di massa-lavoro dalle campagne, dove potevano vivere cibandosi del pesce e della cicoria dei prati, delle punte delle ortiche bollite, delle radici dei tupinambour, delle castagne, delle nocciole, delle ghiande tostate, alle città, RENDENDOLE COMPLETAMENTE DIPENDENTI DAL DENARO DEI LORO MISERI STIPENDI. I figli degli operai in breve tempo non sapevano quali erbe erano commestibili: PERDITA DELLA CULTURA CONTADINA. Queste generazioni si specializzarono nel lavoro, in un solo tipo di lavoro, incapaci di coltivare un campo o di raccogliere le erbe commestibili. E' stata un'opera di indottrinamento al fine di ANNIENTARE LA CULTURA DELLA SOPRAVVIVENZA. Dopo la guerra con il denaro del Piano Marshall, le fabbriche in Italia assunsero milioni di persone, gli stipendi aumentarono, sembrò che coltivare la terra faceva schifo e tutti dovevano diventare ricchi e signori. Quel danaro in realtà non venne creato dall'economia italiana: fu preso in prestito dalle tasse degli americani. Ci indebitammo COME GOVERNO NEI CONFRONTI DEGLI AMERICANI per alzare gli stipendi e ALLONTANARE LE PERSONE DALL'AUTOSUFFICIENZA DELLE CAMPAGNE. ORA GLI STIPENDI DIMINUiSCONO E I PRODOTTI DELLA TERRA AUMENTANO DEL 200 PER CENTO. Tutto è stato trasformato in denaro. Gli agricoltori si aiutavano e si riunivano per i tagli del grano e del fieno, per la raccolta delle patate e per la vendemmia. Ora le persone si ammazzano per i soldi. Una pannocchia di mais può sfamarci. Con altre pannocchie possiamo fare un campo piantando i semi. Il denaro lo potete mangiare? Mi sono trovato in un crepaccio su un ghiacciaio e per scaldarmi ho bruciato un maglione. Se non fossero venuti a riprendermi in tempo avrei bruciato anche le banconote, per tenermi caldo e restare vivo. In America e Cina vi sono migliaia di capannoni pieni sino al soffitto di computer invenduti. Possiamo mangiarceli? Le entità che controllano le multinazionali hanno studiato la mente umana ed hanno capito che trasformando tutto in denaro si può manipolare il modo di pensare degli umani. Si tratta di uno SHOCK indotto per farci dimenticare che viviamo grazie a madre natura. La mente umana ha la capacità di IMMAGINARE, ossia di creare situazioni irreali. Pensiamo che con il denaro possiamo comprare la cocaina, usarla fino a crepare, e immaginiamo che con il denaro possiamo ricomprare la nostra vita. Compriamo tutto, ci fottiamo l'esistenza coi debiti, ma la realtà è che il denaro non compra la vita. Per denaro uccidiamo le persone. La mente umana viene manipolata e indottrinata a creare mondi paralleli nei quali sogniamo ciò che il nostro subconscio vorrebbe, desideriamo cose che vorremmo per sentirci bene. Così facendo perdiamo il contatto con la realtà, e la nostra vita si trasforma in un immenso video-game nel quale siamo immortali, la nostra capacità di avere credito è illimitata: banche , finanziarie, televisori pagati a rate nei supermercati: il debito eterno. I mutui vengono rinegoziati e sembra che le banche diano una mano, facciano un regalo a quei poveretti che non riescono più a pagare le rate visto che i tassi sono aumentati in modo osceno e senza motivo (infatti gli stipendi sono fermi da anni). Si concedono prestiti ai figli sulla base della pensione dei genitori: così si indebitano 2 o più persone: le banche vogliono indebitare chi non ha bisogno di farlo, per renderli tutti schiavi. Quando tutto si può trasformare in denaro, una mela cessa di essere un frutto che può sfamarci, e diviene il suo pari in denaro. Se per sfamarci abbiamo bisogno di due pani, di 3 mele, di 2 noci, di un pesce e di un po' di insalata o di tarassaco dei prati, con il denaro dobbiamo pagare il pane a 4 Euro al chilo, le mele a 2 Euro al chilo, le noci a 5 Euro al chilo, il pesce a 12 Euro al chilo. Dobbiamo lavorare ogni giorno, fare straordinari, andare al lavoro a centinaia di km di distanza, avere un auto e pagare la benzina cifre impossibili, svegliarci presto e vedere sempre meno i nostri figli, per cosa? PER ACQUISTARE CIBO a caro prezzo. Avete idea di quanti terreni sono incolti, invasi dai rovi, abbandonati? Le Entità che controllano le multinazionali hanno impiegato 300 anni a far abbandonare agli umani il ciclo di madre natura. Hanno una concezione del tempo che noi non abbiamo, è come se si reincarnassero. Chi vuole investire si rivolge alle banche o alle finanziarie e non ha idea del fatto che da ani i bilanci delle multinazionali sono in rosso: se rovesciate il contenuto dei bilanci di quelle società scoprirete che sono delle scatole vuote. Le multinazionali hanno delle leggi speciali che consentono di anticipare i ricavi nei bilanci (previsioni di ricavi) e posticipare i debiti e i costi, ossia relegarli a bilanci di anni successivi. Tutto questo è irreale. Inoltre, se voi avete un'attività commerciale, non potete farlo. Solo le multinazionali possono, e rastrellano i capitali delle persone ignoranti che non sanno che i bilanci sono LEGALMENTE FALSIFICATI. Perciò le azioni delle multinazionali, che nei listini valgono una cifra perché quotate in base ai bilanci, in realtà valgono ZERO, perché se si sommano i costi e i debiti reali e si inseriscono nel bilancio e si sottraggono i presunti ricavi e crediti, il valore di queste megagalattiche società è meno di zero. I soldi che vengono investiti da chi non conosce queste regole sono reali: le multinazionali li incamerano e dopo, vanno in perdita, ossia, fanno crollare il prezzo delle loro azioni, ed il gioco è fatto. Le entità che controllano il mondo sanno in anticipo tali notizie di crolli delle borse: hanno informatori che sono nei consigli di amministrazione, sono capi militari, deputati di governo, spie, guardie del corpo e amanti di politici, banchieri e speculatori. Qual'è il fine ultimo? Impoverire gli umani è utile perché le persone quando hanno paura si raggelano, si bloccano, perdono la loro energia vitale e sono manipolabili all'infinito. Perfino Vanzetti, l'anarchico ingiustamente incolpato e giustiziato in America nel 1927, dal carcere parlava già del potere della paura. Diceva che le paure di perdere il lavoro, di non avere denaro, di perdere la casa, sono una violenza contro l'uomo. Le entità che controllano le multinazionali si servono di scienziati che studiano i fenomeni della mente umana da secoli (si! secoli, perché il controllo mentale viene esercitato da secoli, sin dall'Antico Egitto, dalle famiglie nobili dell'aristocrazia Veneziana, Tedesca, Inglese, Americana, per plagiare i loro stessi figli e trasformarli in robot umani privi di sentimenti, con il solo scopo di rastrellare denaro e impoverire chi vogliono controllare). Questi scienziati sanno che il cervello umano può essere plagiato. Innanzitutto, l'uomo immagina, crea nella sua mente situazioni non reali, che creano aspettative. La televisione, i giornali, internet e i media creano con film, cinema, telefilm, serial, pubblicità, ASPETTATIVE IRREALI. Forniscono materiale per farsi le seghe mentali su crociere, vacanze, automobili, sesso, telefoni cellulari, piscine idromassaggio, gioielli, oro, denaro preso in prestito. Anche il denaro preso in prestito in realtà, se non è vostro, non esiste. Vi fottono il cervello con qualcosa di inesistente che vi indebita a vita. Quando queste false aspettative (come le previsioni di guadagno di una società o di rialzo di un titolo che vengono quotate in borsa, e dopo non si manifestano perché sono manipolate dalle multinazionali, che non vogliono che esse avvengano, per rastrellare denaro e creare panico: paura) non si realizzano, le persone si sentono inadeguate. Bombardate da pubblicità che dicono: -L'uomo si misura in base al suo denaro o alla sua capacità di realizzarlo,- le persone che non sanno di questi meccanismi perversi creati per farle sentire delle merde, si sentono inadeguate, insignificanti, perdono la loro autostima, hanno paura. Paura di come li considererà il vicino di casa, che in realtà è più povero di loro, ma esse sono ormai fottute nel cervello ed hanno perso ogni capacità realistica di pensare con la propria testa. La paura uccide il pensiero creativo, annienta il pensiero autonomi e vi rende Robot umani manipolabili. Vi indebitate per avere la casa più grande del vicino, l'auto più veloce, cabriolet, station wagon, SUV. Entrate nel circolo vizioso del debito. Intanto qualcuno alza i tassi dei mutui e la vostra vita diviene un inferno. Se non perdete la casa, iniziate a fare straordinari, non vedete più i vostri figli o vi fate prestare il denaro dai genitori: tutto ciò vi fa sentire in colpa. Il senso di colpa, unito alla paura, vi irrigidisce ancora di più e vi chiudete su voi stessi, vi ingobbite, non avete più l'autostima e perdete la vostra energia vitale, non avete la forza di alzare la test. Il fine reale di tutto ciò è questo: le assicurazioni delle multinazionali che a livello mondiale dovranno pagare le pensioni hanno svolto degli studi. Tali studi hanno fornito i seguenti dati: I farmaci hanno minato la salute degli umani, perciò in futuro essi si ammaleranno di più, e se non moriranno immediatamente con la malattia, saranno un costo assistenziale e pensionistico che farà DIMINUIRE DRASTICAMENTE I RICAVI DELLE MULTINAZIONALI. L'unica risorsa per farci morire anziché mantenerci, è quella di annientarci prima che arriviamo alla pensione. Gli scienziati pagati dalle multinazionali di proprietà di queste Entità (che per anni ci hanno depredato del nostro denaro con superalcolici, sigarette, farmaci sperimentali, automobili, telefoni cellulari e divertimenti stupidi, ora non vogliono pagare icosti dei risarcimenti e si sono accorti che in Inghilterra e Stati Uniti i costi dell'assistenzialismo ai malati sono insostenibili: per questo dobbiamo morire) hanno scoperto che gli umani che hanno paura e si sentono inadeguati e perdono l'autostima, si chiudono su se stessi e si irrigidiscono. Tale irrigidimento fisico provoca la compressione da parte dei muscoli delle spalle e della schiena (che sono tesi per la paura e l'ansia) sugli organi interni, che dopo anni di compressione, schiacciati dalla colonna vertebrale dietro e la parete addominale davanti, si ammalano. Ecco il proliferare di tumori, prostate, cancro all'utero (il coccige di una persona ansiosa e impaurita e sempre tesa e gobba schiaccia la vescica e l'utero) dovuti a compressioni meccaniche. Anche il manager che ascoltava il suo collega non ci credeva, e questi gli disse: -Non credi che la compressione di un organo interno, che è molle possa provocare una reazione di difesa di tale organo, che muta e si ammala? Allora prova a prendere un elastico e attorcigliatelo alla mano e tienilo per due mesi, vedrai cosa succede alla mano, che è fatta di ossa. Immagina cosa può accadere agli organi molli. Inoltre disse che l'ansia e la costante paura stimolano le ghiandole surrenali a produrre corticoidi, ormoni simili al cortisone che vengono prodotti quando il cervello sente una situazione di pericolo (in questo caso la paura e l'ansia). Se il pericolo è reale: ad esempio se attraversiamo la strada di corsa e un'auto non riesce in tempo a frenare, allora acceleriamo la corsa grazie all'energia fornita dai corticoidi, e usiamo questo tipo di cortisone endogeno e lo scarichiamo, lo consumiamo. Ma se il pericolo che il cervello sente è di tipo ansioso, noi ci irrigidiamo e non correndo, non muovendoci, restiamo in stato di produzione di corticoidi continua. I corticoidi sono anche chiamati ormoni da stress. Questo stress continuo è una minaccia forte come quella della compressione degli organi interni. Lo stress continuo è causa di tumori e malattie psichiatriche. Tutto questo è per far morire gli umani prima che inizino a prendere la pensione, ossia prima che svuotino le casse delle assicurazioni delle multinazionali. Tutto questo vi sembra impossibile? Quel manager disse anche un'altra cosa. A prova di ciò, quel manager citò il brano del libro di primo Levi "se questo è un uomo", in cui si descrive lo svolgimento delle condanne a morte degli ebrei che tentarono di ribellarsi nel campo di sterminio di Treblinka L'ultimo Ai piedi della forca, le SS ci guardavano passare con occhi indifferenti: la loro opera è compiuta, e ben compiuta. I russi possono ormai venire: non vi sono più uomini forti fra noi, l'ultimo pende ora sopra i nostri capi, e per gli altri, pochi capestri sono bastati. Possono venire i russi: non troveranno che noi domati, noi spenti, degni ormai della morte inerme che ci attende. Distruggere l'uomo è difficile, quasi quanto crearlo: non è stato agevole, non è stato breve, ma ci siete riusciti, tedeschi. Eccoci docili sotto i vostri sguardi: da parte nostra nulla più avete a temere: non atti di rivolta, non parole di sfida, neppure uno sguardo giudice." Le parole dell'uomo che disse di essere l'ultimo, significava che era l'ultimo che si opponeva al regime, l'ultimo che preferiva lottare e morire anziché essere un libero suddito schiavo. Inoltre vi sono altre tecniche per immettere nei cervelli delle persone delle idee che il mondo debba per forza essere così, e che le loro vite devono essere così e nessuno si opporrà mai, perché sono stati programmati a credere che deve essere per forza così. e mentre gli umani credono di vivere le loro vite prive di cambiamenti, si illudono che… Grazie per il tempo dedicato a leggere questo scritto. Buona fortuna. |
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mestopio ++ Posts: 435 |
detto che il pezzo del mese lo meriterebbe Naomi Pantera Campbell ,che s'è messa con Hugo Chavez definendolo un toro,ma la giornata di oggi è di quelle campali per tutti i broker diy. BORSA; EUROPA CROLLA SENZA FINE, TRASCINANO FINANZIARI, DAX -7%
La giornata di super-panico, la peggiore dal crollo seguito all'attacco delle Torri Gemelle, è partita dall'Asia, con i crolli delle borse di Tokyo (-3,86%), Shanghai (-5,14%) e infine Bombay, che ha messo a segno il ribasso più forte mai visto in una singola seduta -7,41%. Dopo la delusione per il pacchetto anti-crisi da 140 miliardi di dollari annunciato venerdì dal presidente Bush, ai timori di un'estensione della crisi ad Asia ed Europa si sono aggiunte, questa mattina, nuovi annunnci e paure di svalutazioni da subprime per alcuni istituiti di credito europei. Oggi Wall Street è chiusa per il Martin Luther King Day. L'indice Stoxx 600, l'indicatore principe dell'andamento del mercato europeo, cade del 5% ai livelli del settembre 2001. In Germania è finita nello scandalo la banca WestLB, che ha annunciato un rosso da 1 miliardo di euro, il doppio del previsto, legate ai mutui immobiliari a rischio. Il timore che debbano emergere ulteriori perdite legate ai mutui immobiliari ad alto rischio ha così travolto Hypo Real Estate (-9,9%), specializzato in crediti immobiliari. In profondo rosso anche Allianz (-8%), Deutsche Bank (-7,5%) e la stessa Deutsche Boerse (-10%). In Francia crolli attorno al 10% per Bpn Paribas, Axa, Credit Agricole. La banca Societé Generale, sospettata di perdite non ancora dichiarate da subprime, cade dell'8%, come venerdì scorso. L'istituto di credito franco-belga Dexia cede il 7,5% dopo aver dichiarato di essere esposta con l'americana Ambac, per cui si attendono forti perdite, indirettamente per circa 10 miliardi di euro. A Londra controcorrente Norther Rock (+41%): il governo inglese garantirà i fondi per i rimborsi della banca già travoltadalla crisi subprime. |
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LA VITA DA FILM DI DONATELLA DINI (LA CONDANNA DI IERI OCCUPERÀ GIUSTO QUALCHE METRO DI PELLICOLA) – DA MODELLA A MILIARDARIA DEL COSTARICA, DA VEDOVA ZINGONE A MOGLIE-SPONSOR DI LAMBERTOW…
Giovane fidanzata di un uomo assai più anziano e facoltoso, il signor Zingone, che come imprenditore edilizio fonda una città per i suoi dipendenti dalle parti di Bergamo, Zingonia appunto; ma che preoccupato dall´avanzata del Pci lascia l´Italia e se la porta in Centroamerica, Costarica, e poi sposa Donatella contro tutto e contro tutti i figli di primo letto, che sono quattro e dopo trent´anni ancora le stanno addosso tipo Dallas o Dinasty. Però poi lei è restata vedova, e «ci sono momenti duri nella vita che affilano l´immaginazione», al punto che Donatella, che è ancora una bella mora, ma anche una donna intraprendente e spericolata, resta laggiù e diventa una miliardaria, edilizia, supermercati, agricoltura, comunicazione, Grupo Zeta, un marchio scenografico e romanzesco, i personaggi più strani, divertenti e misteriosi, e anche le cattive compagnie, per forza. Donatella e Lamberto Dini - Foto U.Pizzi First lady, beninteso, all´italiana, nell´accezione sbilenca che la anglicizzante definizione si tira appresso, dall´ornamentale all´invasivo, un modello adeguato al genius loci e ai tempi, questi ultimi anzi ben decisa a precorrerli a colpi di sgarciantissimi Versace e compassionevole Unicef, vistosissima gioielleria e vibrante intimità rivelatoria, in una funzionalità autopromozionale, ma estesa anche a reclamizzare l´immagine di Lui, «il meglio fico del bigoncio», ma quale rospo, «a me sembra un cocker spaniel, non bello ma tanto simpatico». Dice Donatella: «Lavorerò per il paese». Fonda e finanzia Rinnovamento italiano, anch´esso profetico bagliore del partito famigliare alla Mastella; manda il figliolo, Cesare, sveglio, ma con camicie dagli enormi colletti, a trattare le candidature ai vertici del centrosinistra. Comunque piace, ha successo, è ancora bella, è dinamica, è salottiera, Pecci Blunt e dintorni, ama i mercatini e l´antiquariato, a Roma lavora nello stesso palazzo di Andreotti, a Firenze abita in una villa medicea, si fa fotografare con un´enigmatica maschera carnevalesca in mano; o alla guida di un´auto d´epoca Excalibur; o intenta a palpeggiare alcune monete antiche nel salotto di casa, che è la foresteria di Paolina Bonaparte, come scrivono ammirati i rotocalchi; o mentre con sincera gioia esibisce un poster rinforzatamente sacrilego, a forma di dollaro e in mezzo il volto del futuro ministro degli Esteri, e la scritta «In Lamberto we trust». Donatella Dini con l'amica Elsa Martinelli - Foto U.Pizzi E già: uno o più serpenti, meglio un sacco di serpenti, senza per questo comprendere nella categoria i pubblici ministeri e le giurie che fanno il loro dovere. Più in generale - e con i criteri delle vecchie zie - l´impressione è che sotto le foglie di un´esistenza esuberante si sia mosso quel genere di rettilario che sempre reca in dote il culto sconsiderato dei quattrini, del potere, dell´apparenza, della furbizia, della bella figura. Ma questo sfondo, più malinconico che moraleggiante, quest´ultimo spezzone che le ha scaricato addosso anche le cervellotiche invenzioni di un Igor Marini, ecco, tutto questo non toglie che Donatella, ormai impelagata in un certo numero di inchieste giudiziarie, cessi di essere un personaggio di inaudito temperamento. Tale da aver rotto l´assedio di “Striscia la notizia” (febbraio 1998) personalmente versando dalle finestre aziendali un barattolone di miele liquido sui portatori del Tapiro d´oro. Scena di evoluta risonanza primaria, si converrà, dolce e appiccicosa e di straniante rilievo spettacolare. |
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ahahah ++ Posts: 106 |
DANILO COPPOLA IN COMA… (Agi) - L'imprenditore Danilo Coppola verserebbe in gravi condizioni e' attualmente e' stato "trasferito al reparto di terapia intensiva in coma al Policlinico Umberto I reparto cardiologia per arresto cardiaco, il terzo in poche settimane causato in modo inequivocabile dalle condizioni di stress in cui si trova da circa 9 mesi". E' quanto si legge in una nota dei famigliari dell'imprenditore. "A causa della gravita' delle sue condizioni di salute - prosegue - sara' predisposta quanto prima una tac cerebrale. La famiglia ribadisce quanto e' singolare che si continui a perseguitare un imprenditore, vietandogli di occuparsi delle sue aziende, che nulla centrano con i fatti contestati e che a causa della sua assenza forzata, rischiano il collasso, ribadiamo inoltre, che e' stata pagata una parte consistente di tasse che gli vengono contestate. Chiediamo che si ponga fine a questa esecuzione senza neppure aver fatto un processo e si faccia piena luce su questo caso anomalo di giustizia italiana". (Adnkronos) - Il malore, sottolineano i familiari di Coppola, ’l’ha colto dopo aver appreso la notizia che ci sono delle societa’ in lizza per l’acquisto dell’Hotel Cicerone, nonche’ il pensiero che alcune delle sue Societa’ potrebbero collassare. 2 – CRISI MUTUI: SWISS RE SCIVOLA IN BORSA… Il declassamento senza precedenti da parte della agenzie di rating e la crisi di liquidita' del mercato, si legge in una nota, "hanno comportato una significativa e materiale riduzione del valore sottostante degli asset ". Il portafoglio protetto tramite i 'credit default swap' e' prevalentemente costituito da titoli legati ai mutui immobiliari ma l'esposizione riguarda, oltre ai subprime, anche le cdo. La compagnia ha svalutato le cdo a zero, mentre i subprime sono stati svalutati del 62% rispetto al valore originale. Swiss Re ha comunque confermato i target di crescita. Roberto Cavalli - Foto U.Pizzi "Il progetto H&M e’ per me un modo nuovo di comunicare con il mondo intero- sottolinea Cavalli- inoltre mi onora il fatto di essere stato il primo italiano chiamato a collaborare. Percio’ ho accettato subito e con piacere la sfida. Sono molto curioso di vedere come le donne interpreteranno i capi da me disegnati secondo un loro stile". Infine, un consiglio a tutte le donne: "I colori trasmettono positivita’ ed energia, quindi consiglio a tutte le donne –conclude Cavalli- di mettere capi dalle tinte accese nel guardaroba, in ogni stagione". 4 - SALARI: DA 2002 A 2007 PERDITA POTERE D'ACQUISTO 1.900 EURO… La 'rincorsa salariale', spiega l'Ires-Cgil, è determinata da una crescita delle retribuzioni inferiore all'inflazione reale e nasconde un effetto di trascinamento della perdita di potere d'acquisto: un lavoratore dipendente oltre alla perdita dell'anno in corso non recupera la diminuzione del potere d'acquisto nemmeno dell'anno precedente. 5 - ENEL: DA FITCH RATING 'A' PER BOND DA 2 MLD… Click here to find out more! 6 - CDA TISCALI DELIBERA AUMENTO CAPITALE IN OPZIONE FINO A 150 MLN… Renato Soru - Foto La Presse 7 - RICUCCI, GERONZI E LE CAUSE DEL “SOLE”… Nella classifica seguono poi Ernesto e Gaudenzio Roveda che hanno fatto richiesta di 30 milioni per alcuni articoli di cronaca giudiziaria riguardanti Banca Antonveneta e la Banca Popolare di Lodi e, relativamente a quest’ultima, all’ex amministratore delegato Giampiero Fiorani. Tra gli altri appare l’attuale presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi, per sette articoli apparsi su Il Sole 24 Ore nel primo semestre 2006, riguardanti le vicende che avevano interessato il mondo del calcio. La richiesta in questo caso è di 10 milioni di euro. Infine, l’ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, ha avanzato una richiesta di danni per lesione dell’onore di 5 milioni di euro. Il Sole 24 Ore, si legge nel prospetto, «non ritiene che le eventuali passività all’esito delle vertenze in corso possano avere un impatto sulla situazione economico-patrimoniale e finanziarie del gruppo». 8 - GOLDMAN ENTRA NEI CAMPI DI BASEBALL… Giovanni Consorte - Foto La Presse 10 - TASSI MAI VISTI SUI SITI SOCIAL LENDING… Enrico Cuccia - Foto La Presse
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tina pica ++ Posts: 517 |
LA BERTÈ MINACCIA DI BUTTARSI GIU’ DAL TERZO PIANO DELL’HOTEL, LA “SALVA” ZERO
La trasmissione era quella di Antonella Clerici, su Raiuno. L'ennesima ospitata, un po' sbracata e oscena, dopo una carriera invece luminosissima, fatta di canzoni indimenticabili. «Perché non si ferma? Loredana ormai si dovrebbe solo fermare e farsi curare», le parole accorate di sua sorella Leda, la più grande. Il programma di Raiuno si chiama «Il treno dei desideri», ma stavolta stava per deragliare. Il primo ad arrivare, sabato notte, quando è scattato l'allarme, è stato Renato Zero, il suo amico di sempre, l'amico di una vita, dai tempi del Piper, era il 1965. Il «re dei sorcini» l'ha prima bloccata, poi l'ha sgridata come si fa con una bambina capricciosa e allo sbando: «Basta, che fai, non puoi continuare così ad autodistruggerti...». L'ha salvata lui. Zero ha passato la notte con lei, sembrava tutto finito e invece ieri mattina un nuovo attacco di nervi, la grande cantante si è barricata dentro, doveva lasciare la stanza alle 12 e invece è cominciato un altro giorno lunghissimo, coi pompieri, i medici, i poliziotti, il personale dell'albergo, tutti dietro alla sua porta a cercare di tranquillizzarla. Invano. Lei urlava e insultava tutti. È arrivata anche l'autoscala dei vigili del fuoco per forzare la finestra e raggiungere dall'alto l'artista in difficoltà. «Loredana si sente sola e fa i capricci, ha bisogno di sentirsi sempre coccolata», dice ora Mario Limongelli, il suo fedele amico discografico. Già, magari fossero solo dei capricci... «Non è la prima volta, il pericolo ormai è sempre dietro l'angolo — sono le parole sfinite di Leda Bertè, accorsa anche lei ieri all'Aldrovandi —. È vero che Loredana è stata un mito per tutti, ma ha avuto anche tante delusioni in vita sua. Un'escalation di delusioni che l'hanno molto provata. Per esempio era innamoratissima di Borg (il campione di tennis che la lasciò bruscamente dopo averla sposata nell'89, ndr). E anche la morte di Mimì non l'ha mai superata». Mimì è Mia Martini, sua sorella Domenica, morta all'improvviso nel '95 dopo aver penato tanto anche lei. Loredana le ha dedicato tantissimi brani: da Zona Venerdì a Luna a Mufida. Anche Renato Zero ha dedicato a Mimì una canzone, s'intitola La grande assente e forse è la più bella di tutte. Ma non basta la musica, purtroppo, a far passare il dolore, ad attutire la solitudine, i farmaci e la malinconia. «Loredana è mal consigliata, intorno a sé ha una corte dei miracoli che non ha a cuore la sua persona, questa situazione va avanti da almeno un anno e mezzo», si sfoga Leda Bertè, che con il progetto Minuetto porta avanti da anni la memoria di Mimì e ora è qui a difendere l'altra sua sorella famosa che annaspa. «Perché continuano a mandarla in televisione, allo sbaraglio, se non è più in grado?», accusa Leda. All'Aldrovandi Palace in questi giorni è ospite anche il presidente della Bolivia, Evo Morales. Ieri sera doveva andare in visita ufficiale dal nostro Capo dello Stato, Giorgio Napolitano (oggi vedrà il sindaco Veltroni). Così, quando Morales è uscito, s'è trovato di fronte decine di fotografi e cameramen schierati all'ingresso. Deve aver pensato che fossero lì per lui. Ha sorriso e salutato e le telecamere l'hanno inquadrato. Ma aspettavano Loredana. Poi è arrivata un'ambulanza, quando in cielo ormai era salita la luna. Un medico ha bussato alla sua stanza. L'ha visitata e ha concluso che era cessato il pericolo: Loredana ora, con Renato sempre vicino e tanta gente intorno, finalmente si sentiva bene. Passato anche il colpo di lombosciatalgia ufficialmente dato in pasto ai cronisti. L'ambulanza, così, è andata via e alle sette di sera è andata via anche Loredana, che ha lasciato l'albergo ed è salita sull'auto di Renato Zero per andare a dormire da lui. «Oggi torna a Milano», assicura Limongelli. La vita continua. La guerra non è finita. AGITATA NELLO SHOW DELLA CLERICI: SFOGO SU SANREMO Andrea Laffranchi per il “Corriere della Sera” «Ma perché Pippo Baudo non mi vuole ricevere? Perché Dina, la sua segretaria, non mi concede un appuntamento?». Loredana Bertè lo ripeteva come una mantra sabato. La cantante era ospite del «Treno dei desideri», programma di Raiuno condotto da Antonella Clerici. Lei era la «sorpresa» per tre fan che si sono trovati a duettare con il loro mito su tre classici come «Il mare d'inverno», «Dedicato » e «Non sono una signora». Chi l'ha incontrata dietro le quinte a Cinecittà, durante le prove del pomeriggio e anche dopo lo show quando si è fermata con lo staff del programma e i fan sino a tarda notte, racconta che Loredana aveva un chiodo fisso. «Perché Pippo non mi risponde?», diceva a tutti. Lo cercava perché voleva fargli assolutamente sentire una canzone nuova, un brano che lei vorrebbe portare a Sanremo. Per vincere, questo il sogno, il premio della critica intitolato a sua sorella Mimì. Il brano che la Bertè vorrebbe far sentire a Baudo è un inedito degli anni Settanta che il chitarrista Alberto Radius (ex Formula 3) aveva scritto all'epoca per lei. La cantante raccontava di aver ritrovato il provino durante un recente trasloco ed è sicura che il pezzo, che potrebbe intitolarsi «Solo tu mi vuoi», piacerà al direttore artistico e conduttore del Festival. «Ma Pippo non mi riceve». |
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LA PASSIONE DI DON GELMINI - IL NUMERO DEI SUOI ACCUSATORI È SALITO A 59: TUTTI MITOMANI, RICATTATORI O IN CERCA DI VENDETTA? IN ALCUNI CASI È POSSIBILE, MA LA PROCURA DI TERNI STA SVOLGENDO ACCURATE INDAGINI SU ALMENO UNA VENTINA DI CASI…
Era il giorno di Natale del 1993. Avevamo festeggiato con le nostre famiglie a Molino Silla. La sera avevamo acceso il falò e don Pierino aveva fatto un bellissimo discorso. All’una e mezzo di notte viene a chiamarmi uno dei responsabili della comunità, Enrico, un giovane di colore che era arrivato da Firenze. Mi dice che don Pierino vuole vedermi e mi sta aspettando nella casetta nel bosco. Resto sorpreso per quella richiesta a un’ora così insolita. Enrico si offre di accompagnarmi. Gli rispondo che non c’è bisogno, posso andare da solo ma ho un po’ di paura. Raggiungo la casetta e trovo don Pierino che mi sta aspettando sorridente, con un grande vassoio di pasticcini sul tavolo. Mi offre da bere e mi fa assaggiare i dolci. Sono felice perché in comunità i biscotti sono razionati. Penso: appena Pierino si distrae prendo i dolci e con una scusa scappo via. Ma lui comincia a parlare, mi chiede le impressioni sulla giornata, si informa sul mio stato d’animo, parla dei miei genitori. Poi mi invita a dormire con lui, nella casetta. Non posso rifiutare ma mi infilo nel letto tutto vestito. Sono un pezzo di ghiaccio. Dopo un po’ don Pierino esce dal bagno in boxer e canottiera: è rosso in viso, sembra stravolto, mi guarda fisso negli occhi e si infila nel letto con me. Mi abbraccia, mi accarezza, mi tocca, cerca di slacciarmi i pantaloni. Anche la voce sembra trasformata: supplica, chiede, pretende. Resto immobile, gelato, come paralizzato. Pierino mi stringe sempre più forte, mima un amplesso. Non ce la faccio più. Cerco di divincolarmi. Finalmente riesco a liberarmi dal suo abbraccio. Salto giù dal letto e scappo via nel bosco». Il verbale della sua deposizione è ancora secretato ma A.R. ha accettato di incontrare “Panorama” e riferire in esclusiva quanto dice di aver detto al magistrato. Fisico atletico, oltre un metro e novanta di altezza, ex giocatore di pallacanestro in B1, capelli e occhi scuri, lineamenti regolari, A.R. racconta di essere stato notato da don Gelmini fin dal loro primo colloquio: «Mi abbracciò, stringendomi forte, come faceva con tutti i ragazzi appena arrivati in comunità, mi baciò e mi disse che lo avevo colpito perché ero un ragazzo ipersensibile. Don Pierino ha un modo straordinario di guardarti, fisso negli occhi. Ti fa sentire subito la persona più importante del mondo. Dopo tanta sofferenza era come se mi sentissi finalmente a casa, dal mio vero padre». Presto però arriva la prima crisi, A.R. vuole lasciare la comunità, non sopporta più obblighi, orari e prescrizioni. Don Gelmini lo chiama a Molino Silla, lo invita a cena e poi si ferma a lungo a parlare con lui. «Quella sera ero pieno di angosce, mi mancava l’aria. Don Pierino però era stato gentile a volermi a tavola con lui e con i suoi collaboratori. Mi sentivo ancora una volta rinato. Dopo cena mi abbraccia, mi stringe e mi bacia sulla bocca. Lo faceva con tutti, anche apertamente. Ma questa volta mi bacia in un modo diverso. Resto turbato. Il giorno dopo mi invita a partire con lui per andare a Rimini e poi ad Assisi. Parto senza farmi troppe domande. Durante il viaggio non succede nulla, dormiamo in stanze separate». Qualche settimana dopo A.R. e don Pierino ripartono insieme per la Thailandia, dove la Comunità Incontro ha un centro per il recupero di tossicodipendenti e ragazzi di strada: «Rimasi colpito nel vedere i bambini thailandesi fare la fila ogni pomeriggio davanti alla porta della stanza di don Pierino. Li riceveva da solo, uno a uno. Non so cosa accadesse lì dentro ma mi chiedevo se forse anche con loro avesse avuto le stesse attenzioni che aveva riservato a me» racconta il giovane ex tossicodipendente. Nel frattempo A.R. viene trasferito da Capitone a Molino Silla, per stare più vicino al fondatore della Comunità Incontro. «Il tema dell’omosessualità di don Pierino non era mai trattato apertamente nei discorsi con gli altri ragazzi della Comunità. Qualcuno accennava qualcosa, ma poi si cambiava subito discorso. Ricordo che si era la sparsa la voce che un ragazzo era stato espulso dalla comunità perché non aveva accettato le avance di don Pierino. Ma per noi la comunità era l’ultima ancora di salvezza, denunciarlo significava perdere tutto». «Ho conosciuto don Pierino alla fine degli anni Sessanta, prima della nascita della Comunità Incontro. Veniva al Settebello, un locale frequentato da noi “capelloni” e ci diceva che se Cristo fosse tornato sarebbe stato un capellone. Ci colpiva quel prete che viaggiava su auto fuoriserie e parlava in modo così diverso dagli altri sacerdoti. Un giorno ero in compagnia del mio amico Mario De Merolis: non ce la passavamo molto bene e vivevamo di espedienti. A Villa Borghese incontrammo don Gelmini che ci invitò al ristorante. Accettammo volentieri. Dopo pranzo ci chiese se volevamo fare una doccia a casa sua. Era una villa vicino a Ostia, con un giardino e una piscina. Entrò in bagno con la scusa di portarci gli asciugamani e facendo il simpatico si propose di lavarci la schiena. Ci fece i complimenti, cominciò a scherzare toccandoci le parti intime e tentando di abbracciarci, baciarci. Noi ci difendevamo, lo respingevamo. Lui smetteva, poi ricominciava. Alla fine è riuscito a togliersi il capriccio. Dopo la doccia siamo fuggiti, rubandogli un crocifisso, pensando che fosse di valore». Ma il racconto di Zanin – anche questo da verificare – non finisce qui: «Qualche anno dopo a Spello, nella comunità di Carlo Carretto, incontrai M., un giovane umbro che mi raccontò di essere fuggito dalla comunità Incontro per le molestie subite da don Gelmini. M. non se la sente di presentarsi in procura per deporre contro don Gelmini, ha una situazione familiare delicata e vive in un piccolo centro. Suo figlio di 17 anni non sa nulla del suo passato e vuole dunque proteggerlo. Questo è il racconto che M. mi fece quel giorno: “Don Pierino mi invitava nel suo studio, mi offriva cose che venivano proibite in comunità, tipo alcol e sigarette, mi diceva che ero il suo prediletto, la luce dei suoi occhi, il suo cocco, e mi toccava e mi baciava. Io chiudevo gli occhi e pensavo alle sigarette che mi avrebbe dato dopo. Quando ne ho parlato con gli altri ragazzi qualcuno glielo è andato a riferire e lui mi ha punito trasferendomi in un’altra comunità, a Porchiano, da dove sono scappato”». Gli inquirenti hanno messo sotto la lente anche il caso di un altro ex ospite della comunità, Fabrizio Franciosi, trovato morto nella sua auto il 23 novembre 1991 con ferite di arma da taglio. Il fratello gemello raccontò ai carabinieri che Fabrizio gli aveva detto di aver scoperto le violenze contro alcuni ragazzi e di essere stato minacciato e allontanato da Molino Silla. L’indagine è stata archiviata. Quindi un sacerdote cingalese, padre Bernard, che don Gelmini avrebbe indicato come suo successore, e il nuovo portavoce, lo psichiatra Alessandro Meluzzi. Chieppa, Nicolasi e Araclea sono i principali collaboratori di don Gelmini: le indagini e le intercettazioni telefoniche li vedono chiamati in causa. Padre Bernard, invece, grazie alla conoscenza delle lingue, aveva il compito di intrattenere i «rapporti internazionali» della comunità, in particolare con Cesare Martellino, ex procuratore di Terni e grande amico di Gelmini, ora all’Aia come responsabile per l’Italia di Eurojust. Dopo le denunce di Menichini, infatti, sono state aperte diverse cause di lavoro da parte di volontari ed ex collaboratori che sono un’altra spina nel fianco della Comunità Incontro. Ma soprattutto diversi testimoni denunciano l’esistenza di un piano da parte dei più stretti collaboratori per prendere progressivamente il controllo della Comunità al posto di Gelmini. Un piano che lo scandalo scoppiato durante l’estate avrebbe fatto saltare. Don Pierino è esterrefatto dall’attacco che sta subendo attraverso la stampa. Non ha intenzione di avallare con le sue dichiarazioni, campagne che mirano unicamente a screditarlo e sporgerà querela, con richiesta di danni in sede civile, nei confronti di tutti gli organi di stampa che hanno inteso colpirlo». Dopo il forfait di Coppi, il collegio di difesa del prete antidroga è stato integrato con l’avvocato romano Filippo Dinacci, che affianca Lanfranco Frezza. |
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L'affare s'ingrossa
Non solo, nel registro degli indagati sarebbero finiti alcuni collaboratori di don Gelmini. I SOLDI Il fondatore della comunità di Amelia aveva raccontato che uno di essi, «uno che fa le rapine», uscito dal carcere con l’indulto, gli scrisse una lettera invocando il «perdono» e chiedendo aiuto («voleva che gli trovassi un lavoro»). E quel lavoro l’ottenne salvo poi finire di nuovo in carcere, dove ritrattò le sue accuse nei confronti di don Gelmini. L’INQUINAMENTO Gli investigatori umbri hanno più di un sospetto che in realtà il «ragazzo» prima dell’interrogatorio abbia parlato con don Gelmini per ottenere soldi: 4000 euro gli sarebbero stati regalati da un prete amico di Gelmini, uno della «squadra» di Amelia gli indicò addirittura quale psicofarmaco dichiarare di aver assunto nel momento in cui scrisse la lettera (sotto dettatura) della ritrattazione. Sono elementi che gli investigatori hanno ottenuto anche con le intercettazioni. LA «SQUADRA» Non solo, questo volontario sarebbe andato anche all’Aja per incontrare il rappresentante italiano presso Eurojust, Cesare Martellino, l’ex procuratore di Terni che archiviò nel maggio 2002 l’inchiesta su don Gelmini, accusato di abusi sessuali da due ospiti di Amelia. Dichiarazioni che invece la nuova inchiesta ha ritenuto meritevoli di approfondimento. Il volontario avrebbe chiesto consigli a Martellino, che avrebbe parlato anche con don Gelmini suggerendogli di trovarsi un buon avvocato. |
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IL TERRIBILE DON PIERINO RISPONDE A MUSO DURO AL VATICANO: “DIMISSIONI DE CHE? LA MIA E’ UN’ASSOCIAZIONE LAICA” – MA BERTONE VUOL VEDERCI CHIARO – LO SHOW CONTINUA: DOPO LA FUGA DI COPPI, SI FA AVANTI L’AVVOCATO TAORMINA!...
Don Gelmini prima di pranzo sfoglia i telegrammi di solidarietà che continuano ad arrivare a mucchi nella comunità dell’Aspromonte: «Ne avrà ricevuti duecento», mormora un suo collaboratore. Poi alza lo sguardo su chi è venuto a trovarlo e commenta tutto soddisfatto: «Se volevano colpirci hanno mancato il bersaglio: ti dico solo che oggi qui sono arrivati dieci nuovi ragazzi».
Dunque, nessuna intenzione di lasciare la guida della comunità? Don Pierino non seguirà l’esempio di Marcial Maciel Degollato, il fondatore dei «Legionari di Cristo» che, come ha ricordato Marchisano, si è fatto da parte su invito del Vaticano perchè travolto da accuse di abusi sessuali? «La mia - risponde il capo delle comunità Incontro - è un’associazione laica». Di più, don Pierino non dice. Neanche quando sollecitano un suo commento sulla rinuncia dell’avvocato Franco Coppi a difenderlo: «Coppi ha abbandonato l’incarico perchè dice che è difficile gestire don Gelmini, per le mie esternazioni. Quindi non dico altro. Non intendo fare polemiche con nessuno, tanto meno con uomini di Chiesa». Ma per un penalista che se ne va, molti altri si offrono di difendere don Pierino dalle pesanti accuse di molestie sessuali mosse da cinque ragazzi che hanno vissuto nella comunità di Amelia. Si è fatto avanti anche Carlo Taormina, ex avvocato di Annamaria Franzoni e di alcune famiglie dei bambini che sarebbero stati vittime di violenze sessuali da parte delle maestre della scuola materna di Rignano: un professionista sicuramente più in sintonia con don Pierino di quanto lo sia l’avvocato Franco Coppi, convinto che il silenzio e la riservatezza siano la migliore arma di difesa possibile.
E se, dagli Stati Uniti, il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone dice «di volerci vedere chiaro, perché ci sono già state notizie infondate», il sindaco di Reggio Calabria, Scopelliti, è disposto a mettere la mano sul fuoco per il vecchio amico che conosce da anni. E’ stato a pranzo con don Pierino: «La sua compagnia - dice -, ha la capacità di rigenerarmi». Ogni estate Scopelliti è fra gli animatori della festa che nel giorno di Ferragosto si svolge a Zervò: «Questa è una terra difficile - spiega - l’Aspromonte fino a qualche anno fa era una sorta di terra di nessuno, e chi non è di qui non potrà mai capire fino in fondo che cosa abbia significato per la Calabria onesta l’arrivo di don Gelmini e della sua comunità».
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RADIO CARCERE VS CORONA Lettera di G., dal Carcere San Vittore di Milano a “Il Riformista – Radio Carcere”
Ti sei fatto venire a prendere da una macchina che costa come la casa che non abbiamo e lì giù a pontificare. Hai promesso di far lavorare alcuni ragazzi, e te ne sei dimenticato. Dici di avere tratto tanti soldi dall’esperienza in carcere e non hai mandato neanche un euro a chi ne ha bisogno qui dentro. Ora che sei libero cerca almeno di pavoneggiarti di meno e di non parlare a vanvera di noi detenuti. Dici che vuoi fare uno spettacolo in carcere per noi. Ma a noi del tuo spettacolo non ce ne frega un cazzo, e sappiamo che sarebbe solo una trovata pubblicitaria per te e basta. È proprio vero, soldi chiamano soldi e pidocchi chiamano pidocchi. Anche che parli male dei giudici a noi non interessa, perché lo fai come uno spot e ti dimentichi che noi ste cose le viviamo sulla nostra pelle e senza il conforto delle prime pagine dei giornali o di trasmissioni televisive. Perciò non fare il nostro Don Chisciotte, non ne abbiamo bisogno. Lasciaci fare la nostra galera in pace e ricordati bene, ma bene però, che tu non sei il nostro idolo!
Giovanni Audiffredi per “Vanity Fair” Per rilasciare questa intervista Fabrizio Corona non ha percepito alcun compenso. Il fotografo lo ha scelto Vanity Fair ed è completamente staccato dall’agenzia Corona’s. Premessa dovuta, visto che Fabrizio Corona ammette: «Ho ricevuto più di 100 mila euro da tre diversi grandi settimanali italiani per raccontare la mia storia. Ma è solo una delle voci dei miei nuovi guadagni da quando il 29 maggio sono uscito di galera». Per capire Corona bisogna partire da lì: dai conti. «Parlo solo di utile, mi piace sapere quanti euro mi metto in tasca al netto di tutto. Nelle ultime due settimane, solo per la vendita di fotografie ho preso circa 408 mila euro. In questa somma rientrano anche 89 mila euro di vecchi crediti. Poi ci sono un milione e 620 mila euro frutto della vendita di tutto il merchandising con il marchio “I Corona’s”. In più, per abbigliamento uomo, donna, bambino, occhiali, porta-cellulari, cartoleria, telefonini, calze, intimo e gioielli ho firmato contratti per 890 mila euro l’anno per tre anni, a cui vanno sommate le royalties del 10% sulle vendite». Lo incontriamo per strada nella zona dei locali notturni di Porta Garibaldi a Milano. È col figlio Carlos Maria, 4 anni, avuto dalla moglie Nina Moric (si sono appena separati). Il bambino canta un ritornello da stadio: «Corona non perdona...». Intanto il babbo è assediato dai milanesi che abbandonano l’aperitivo per stringergli la mano. Avvocati, camerieri, segretarie, commesse e architette si fanno fotografare con i cellulari abbracciate al «Fabri». «Henry John Woodcock è il mio benefattore, mi ha fatto il miracolo. A luglio ho in programma 22 serate e ad agosto 28, come guest star nei locali di tutta Italia. Guadagno 12 mila euro a presenza». Ed è fiero di sé? Perché tanto successo? Lei si professa innocente ma è rinviato a giudizio per estorsione e associazione a delinquere. E sua madre Gabriella dice che finirà di nuovo dietro le sbarre. La scomparsa recente di suo padre Vittorio, 81 giorni in carcere, la separazione. Tutto in un anno. Come fa a dormire? Qualche giorno fa ha prodotto un video della sua separazione. Lei rideva, faceva il giullare in Tribunale, chiedeva consigli ai carabinieri, sfotteva la sua ex. È vero che per anni suo padre, che è stato un eccellente giornalista, non le ha voluto parlare perché si vergognava di lei? Lei ha l’obbligo di dimora a Milano, però è in libertà. Eppure non è andato a portargli nemmeno un fiore: perché? E con sua madre come va? Ma di qualcosa si sentirà colpevole. E il secondo? Ne dica una. La sua parola contro quella di Buscemi. Buscemi ha raccontato anche che lei ha fatto il cascamorto con Patrizia: per «agganciarla» si è sdraiato sul letto slacciandosi la camicia... Compreso quello con Lele Mora? Nell’inchiesta è emerso che la famiglia di Silvio Berlusconi l’aveva pagata per ritirare certe foto della figlia Barbara. Poi, per placare lo scandalo, Barbara le ha fatte pubblicare su Chi. Ma sembravano innocenti: possibile che le abbiano pagate 20 mila euro per non farle uscire? Erano innocenti anche le foto di Matteo Cambi, l’imprenditore della Guru, con Anna Falchi, ai tempi del carcere di Stefano Ricucci. Era stato lei a presentarli. Ma che scoop è la foto di due che parlano? Come quando ha cercato di vendere delle foto di Daniele Interrante con Gisele Bündchen? Peccato che fosse una sosia. C’è uno scoop che avrebbe voluto fare durante i giorni di carcere? Non teme di finire come la Lecciso, qualche mese da star e poi l’oblio. |
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Corona non perdona http://www.youtube.com/watch?v=MwKq2UhfvHs |
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