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| Author | Topic: U.S.A. & getta ( my private idaho) |
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Usa, strage a Memphis in una casa i cadaveri di 4 adulti e due bimbi MEMPHIS (Tennessee, Usa) - I cadaveri di quattro adulti e due bambini sono stati ritrovati dalla polizia in un'abitazione a Memphis nel Tennessee (sud degli Stati Uniti). Nella casa sono stati ritrovati anche tre altri bambini in condizioni estremamente critiche, immediatamente ricoverati. La causa del decesso non è ancora chiara, ma la polizia pensa a un omicidio di massa. Le vittime sono due donne e due uomini, tra i 20 e 30 anni, e due bimbe con meno di 5 anni, che vivevano insieme in un'unica villetta a Binhghamton, un quartiere alla periferia della città. Tutti i bambini avevano meno di 12 anni (quelli ricoverati, in particolare, 10 mesi, 4 e 7 anni). Le vittime hanno ricevuto un colpo d'arma ad fuoco, tranne almeno un bimbo che è stato pugnalato. Secondo il giornale locale Commercial Appeal, la macabra scoperta è stata fatta da un vicino della famiglia, che ha chiamato la polizia quando si è accorto che nessuno gli veniva a aprire la porta, ieri verso le 18 locali. Quando gli agenti sono arrivati e hanno forzato l'ingresso, i corpi erano riversi alcuni nel soggiorno, altri nelle camere da letto. Nella notte tra domenica e lunedì i vicini avevano sentito colpi d'arma da fuoco, ma non si erano allarmati perché gli spari nella zona non sono rari. (4 marzo 2008) |
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Stati Uniti: strage Wisconsin, vice-sceriffo killer aveva 20 anni
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SCOOP, RICATTI E MORTE DEL PAPARAZZO PIU’ TRUCIDO DI HOLLYWOOD Maurizio Molinari per “La Stampa” Accovacciato dentro la doccia della propria reggia a Phoenix, in Arizona. Così è stato trovato il cadavere di David Hans Schmidt, il fotografo di 47 anni meglio noto a Hollywood come il «Sultano dello squallore» per aver guadagnato milioni di dollari grazie alla spregiudicata divulgazione di foto e video senza veli di celebrità come l’ereditiera Paris Hilton, Gennifer Flower e la pattinatrice olimpionica Tonya Harding. NEMICI RICCHI La più recente vittima del «Sultano di Hollywood», 47 anni, era stato l’attore Tom Cruise perché Schmidt era riuscito ad avere degli scatti del matrimonio con Katie Holmes, celebrato nel 2006 in Italia, e lo aveva avvicinato chiedendogli a più riprese oltre un milione di dollari in cambio degli originali. Nancy Kardon, avvocato di Schmidt, assicura che «aveva preso la sua decisione» e si stava preparando per l’udienza dell’11 ottobre nella quale si sarebbe dichiarato colpevole di ricatto al fine di ottenere sconti di pena o una detenzione agevolata. Durante gli interrogatori Schmidt aveva svelato di aver ottenuto gli scatti del matrimonio corrompendo il fotografo ufficiale per dare vita ad un ricatto che, a partire da maggio, aveva alternato richieste fra 1,2 e 1,3 milioni di dollari. Il movente del suicidio potrebbe trovarsi proprio nella convinzione che la sua carriera di «Sultano dello squallore» fosse avviata alla fine tuttavia il sergente Andy Hill, portavoce della polizia di Phoenix, non si sbilancia sulla direzione delle indagini anche perché l’avvocato Kardon dà una lettura diversa dello stato d’animo del cliente: «Era ottimista rispetto alla decisione che il giudice avrebbe potuto prendere dopo l’ammissione di colpa». DI NUOVO ALL’OPERA Dal suo studio fotografico oltre cinquecento chilometri a Est di Hollywood era abile a tenere in ostaggio le grandi star, così come a inventarne di nuove dal nulla facendo arrivare scatti di corpi perfetti nelle redazioni di magazine come Playboy e Penthouse. Era lui stesso ad avvalorare la propria immagine come quella di un corsaro senza scupoli, puntando su siti Internet di gossip che adoperava per creare scandali e diffondere foto. «La vita di Hans era un vero casino» ha confessato il fratello Doug, secondo il quale «attraversava periodi di grande depressione seguiti da forte eccitazione» dovuti alle alterne fortune della propria attività, che negli ultimi dieci anni lo aveva portato per cinque volte a doversi difendere in tribunale. |
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Usa, scontro tra elicotteri in diretta tv Collisione tra due velivoli con a bordo due troupe televisive che stavano riprendendo un inseguimento della polizia PHOENIX (Arizona) - Immagini drammatiche quelle trasmesse in diretta tv venerdì pomeriggio (ora locale) da un emittente locale, affiliata della ABC. Due elicotteri si sono scontrati in volo nel cielo di Phoenix, in Arizona. A bordo c'erano due troupe televisive, la KNXV (ABC15) e la KTVK (Channel 3), che stavano riprendendo dal vivo un inseguimento ad alta velocità della polizia. Improvvisamente il flusso delle immagini si è interrotto. È il momento in cui è avvenuto il terribile schianto. Il pubblico da casa non si è apparentemente accorto di nulla, neppure la giornalista in studio ha colto all'inizio la drammaticità dell'accaduto. Solo in seguito, dopo la pubblicità e dopo aver trasmesso un telefilm, è stata data la triste notizia durante un'edizione straordinaria del notiziario. «Entrambi i velivoli si sono schiantati al suolo in un parco scolastico nel centro della città e sono stati avvolti dalle fiamme», ha riferito l'anchorwoman da studio. Quattro le persone morte, tutti membri dell'equipaggio. Nel giro di pochissimi minuti diversi altri elicotteri tv che si trovavano in quell'area si sono levati in volo per riportare in diretta le immagini dell'accaduto. RIPRESE DAL CIELO - Negli Stati Uniti quasi ogni emittente, anche locale, dispone di un proprio velivolo per le riprese dal cielo, sia per le previsioni sul meteo, del traffico, per fatti di cronaca o per i popolari programmi di «real-tv». Barbara Cochran, presidente della «Radio-Television News Directors Association», l'associazione che riunisce i giornalisti di radio e televisione negli Usa parla di fatalità. «È la prima volta che si verifica un fatto così grave nei cieli tra due elicotteri delle news», ha riferito. «Tutti gli uomini a bordo dei due elicotteri erano dei professionisti». Nel frattempo è stata aperta un'inchiesta per accertare le cause dello scontro. Uno dei più famosi inseguimenti dall'alto è sicuramente quello dell'ex campione di football O. J. Simpson braccato da terra dalla polizia per ore sulle autostrade americane e dall'alto grazie alle telecamere di un elicottero. |
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Indossi jeans a vita bassa? Sei mesi di cella Chi mette in mostra boxer o slip, rischia fino a sei mesi di galera e 500 dollari di multa |
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California, spara nel campus un morto e due feriti WASHINGTON - Uno studente ha aperto il fuoco contro alcuni compagni di appartamento nel campus della California State University, a Fresno: una persona è stata uccisa e altre due hanno perso la vita. Secondo le informazioni diffuse dai media locali, ad aprire il fuoco è stato un diciannovenne, Jonquel Brooks, che poi si è barricato nell'appartamento ed è ora circondato dalla polizia. Squadre di pronto intervento Swat hanno avviato trattative con lui. Un complesso universitario è stato evacuato, ma le lezioni non sono state interrotte alla California State University. Secondo il quotidiano locale Fresno Bee, il morto avrebbe 19 anni, mentre i due studenti feriti avrebbero 19 e 22 anni. Un litigio nell'appartamento avrebbe innescato la reazione violenta di Brooks, che ha afferrato un'arma e aperto il fuoco. La vicenda avviene a poche settimane dalla tragedia nel campus del Virginia Tech, dove uno studente ha ucciso 32 persone e poi si è tolto la vita, nel peggior massacro del genere nella storia americana. |
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ahahah ++ Posts: 88 |
www.youtube.com/watch?v=n7t7cGwN7_0&mode=related&search= |
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CAMPUS DI SANGUE – IL KILLER È UN SUDCOREANO DI 23 ANNI, STUDENTE ALL’ULTIMO ANNO – AVEVA DUE PISTOLE MA NE HA USATA UNA SOLA – “ERA UN SOLITARIO”, DIFFICILE TROVARE INFORMAZIONI SU DI LUI – L’EROICO PROF. ISRAELIANO - BUSH ALLA CERIMONIA FUNEBRE…
2 - A SPARARE E' STATA UNA SOLA PISTOLA… 3 - HA UCCISO, È TORNATO NELLA SUA STANZA, HA RICARICATO E COMPIUTO LA STRAGE… 4 - ALCUNI STUDENTI SALVATI DA ANZIANO PROFESSORE ISRAELIANO… 5 - BUSH A CERIMONIA FUNEBRE VITTIME STRAGE CAMPUS VIRGINIA… |
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Strage campus: Killer è Cho Seung-Hui, coreano di 23 anni Era uno studente coreano il giovane che ieri ha compiuto la strage nel politecnico Virginia Tech di Blacksburg. Secondo la televisione Abc, il ragazzo che ha ucciso trentadue persone si chiamava Cho Seung-Hui. Il rettore dell’ateneo, Charles Steger, aveva già confermato che l’autore del massacro era uno studente di 22 anni che viveva nel campus. Il colonnello Steve Flaherty, sovrintendente della polizia dello stato della Virginia, ha riferito che nei due attacchi è stata usata la stessa arma. “Gli esami balistici hanno dimostrato che una delle armi usata alla Norris Hall è stata utilizzata anche nella prima sparatoria”, ha spiegato. “È ragionevole presumere che Cho abbia sparato in entrambi i posti”, ha aggiunto. Flaherty però non ha voluto ancora escludere del tutto un complice: “In questo momento non abbiamo prove per spingerci fino a quel punto”, ha detto. |
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Aveva 39 anni e aveva appena perso un figlio ventenne L'ex playmate Anna Nicole Smith è morta by corriere.it FLORIDA (USA) - Aveva perso un figlio da poco, morto al suo capezzale nell'ospedale dove aveva appena dato la luce a sua sorella. Ora anche lei è morta. La notizia del suo decesso è stata data da un legale poche ore dopo il ricovero d'urgenza al Memorial Regional Hospital dove i medici hanno potuto solo certificarne la morte. Venerdì è prevista un'autopsia per accertare le cause del decesso. PESO E ALCOL - Il precedente legale della Smith, Lenard Leeds, ha detto al sito di gossip Tmz che Anna «ha sempre avuto problemi a controllare il proprio peso, che andava su e giù (recentemente aveva perso decine di chili - ndr) e sicuramente faceva uso di alcol. Leeds ha poi parlato di «una vita piena di problemi». Poi ha concluso: «Per tutta la vita ha voluto essere come Marilyn, e infatti è morta in un modo molto simile». La Monroe morì di un'overdose all'età di 36 anni, nel 1962. MARITO MILIONARIO - La Smith è stata poi al centro di una lunga controversia sull'eredità del tycoon del petrolio J. Howard Marshall II, che sposò nel 1994, quando aveva 89 anni. Marshall morì l'anno dopo e il l'unico figlio dell'uomo, E. Pierce Marshall, aprì un contenzioso legale contro la nuova moglie. La corte federale assegnò all'ex-playmate 474 milioni di dollari , ma nel maggio scorso la pratica fu riaperta. Ora anche il nipote è deceduto, ma la causa è stata proseguita dai parenti rimasti. 09 febbraio 2007 La morte dell'ex playmate E' stata data alle stampe il giorno prima della sua morte, la biografia piena di dettagli scandalosi sulla vita e i segreti di Anne Nicole Smith, l'ex coniglietta di Playboy deceduta in circostanze misteriose (secondo i media americani sarebbe stata una overdose di droga ad ucciderla) giovedì 8 febbraio in Florida. |
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tina pica ++ Posts: 508 |
QUATTRO ANNI A GIUDICE CHE SI MASTURBAVA IN AULA USAVA CONGEGNO PER FAVORIRE EREZIONE DURANTE PROCESSI E' stato condannato a quattro anni di carcere un giudice dell'Oklahoma che si masturbava durante i processi usando una pompetta nascosta sotto la toga nera. |
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La CIA chiede aiuto WASHINGTON – È l’intelligence “fai-da-te”: il governo Usa sta «Sguinzaglia il potere della rete…fai andare la blogosfera», aveva Si tratta di oltre 50mila scatoloni di carte e nastri registrati che Prima di dare i documenti in pasto ai blogger, Negroponte fa dare Joseph Shahda, un ingegnere di Boston di origine libanese, è stato tra i Nella valanga di documenti, nonostante le aspettative dei conservatori, - autunno 2001: le forze paramilitari di Saddam indagano sulle voci che - agosto 2002: un funzionario dell’intelligence irachena chiede ai suoi - 1995: Osama Bin Laden ha un incontro in Sudan con esponenti - marzo 2003: l’ambasciatore russo a Baghdad, Vladimir Teterenko, I blogger conservatori americani e anche alcuni blogger iracheni sono |
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PRESS ++ Posts: 194 |
New Orleans, dove sono finiti i ribelli afro?
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kaos ++ Posts: 377 |
Thursday, December 8, 2005 Man shot to death, others hurt at teen club HEIDI ROWLEY Tucson Citizen A Mesa man was shot to death and several people were injured last night in a fight at Skrappy's, a downtown Tucson club popular with teenagers. The violence broke out just after 9 p.m. during a concert by hard-core metal bands at the club at 201 E. Broadway. Skrappy's bills itself as an alcohol- and drug-free club for people under 21. Police said they have had few calls for problems there. "We have not had a lot of calls for service there," police spokesman Sgt. Ramon Batista said. "They've never had anything of this magnitude there. We have had calls for service there, but nothing that serious." Homicide detective Sgt. Mark Fuller said, "I'm not aware of many calls for violence at the club." Police said the 27-year-old man was pronounced dead at a Tucson hospital. They declined to release his name. No arrests have been made, but Batista said among the witnesses interviewed were several people police considered suspects. Fuller said a fight started inside and spilled out to the parking lot, where the shooting occurred. He declined to provide more details. Witnesses said it appeared as many as 40 people were involved in the fight. Many types of bands play at the club, including hip-hop, punk and metal. No one representing Skrappy's was available for comment last night or early today, and it was unknown if the club will be open for business today or tonight. Skrappy's doors were locked this morning, and no one appeared to be inside. The telephone included a taped message telling of last night's concert, saying tickets were $8. It also told of tomorrow night's concert but gave no indication if the club will be open tomorrow night. The club's Web site, www.skrappys.org, is out of date, not showing concerts or information past the end of November. The Skrappy's telephone message said hard-core metal bands Shattered Realm, Donnybrook and Hoods were playing last night. The bands are playing together in what Donnybrook's Web site calls "The Street Brutality Tour." The bands were scheduled to play tonight in Las Vegas. |
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Carne da Blog di Luis Sepúlveda L’enciclopedia Blogger dice che un blog è un tipo di comunicazione informale e io aggiungerei, come lettore di numerosi blog, che è uno stupendo recipiente per vomitare. E allora vomitiamo. Il 4 settembre di trentacinque anni fa, in un giorno come questo, di primavera in Cile, festeggiavamo il trionfo di Unidad Popular, la vittoria elettorale di Salvador Allende, del compagno presidente Salvador Allende. Sappiamo tutti come finì quell’esperienza democratica di socialismo alla cilena, e sappiamo che oggi, con un gran senso di schifo e il vomito in gola, i cileni devono convivere con i loro despoti, con i torturatori, con quelli che hanno fatto sparire persone, hanno assassinato, hanno rubato a tutto spiano. Vomitevole. Recentemente è morto di cancro il generale Forestier, un torturatore, un assassino, un soggetto che ha negato l’esistenza di desaparecidos e ha tirato le cuoia al sicuro da qualunque imputazione. Un soggetto vomitevole. Il governo cileno ha inviato le sue sentite condoglianze alla famiglia Forestier. Vomitevole. A me non è dispiaciuta la sua morte, è uno di meno, per lo meno questo, è uno di meno. Una settimana prima lo stesso governo cileno aveva amnistiato, nell’interesse della «convivenza nazionale», un criminale che sequestrò e sgozzò Tucapel Jiménez, un sindacalista cileno, tenace e coraggioso oppositore della dittatura. Anche la convivenza è vomitevole se va avanti a colpi di perdono alle spalle delle vittime. Mesi fa sono stato a Seul e, camminando con amici cileni nella zona americana, ho conosciuto due marines degli Stati Uniti. Parlavano spagnolo con l’accento dei Caraibi. Erano di Portorico, un paese latinoamericano che è una stella sulla bandiera yankee. Andavano in Iraq, ma prima di mandarli al macello in Iraq li premiavano con una settimana nella Corea del Sud. Uno aveva ricevuto in regalo un lettore mp3, e l’altro una videocamera digitale. «Questo, una volta, era un paese comunista e noi l’abbiamo salvato» ha detto uno. «L’America mi ha dato la possibilità di venire qui» ha detto l’altro. Poi mi hanno confessato che il loro inglese non era molto buono e che andavano in Iraq perché al ritorno li avrebbero fatti cittadini Usa, sempre che non tornassero indietro in sacchi di plastica. Vomitevole. Ho chiesto cosa ne pensavano dei cosiddetti volontari del Kansas e dell’Alabama che, in comodi camper e armati fino ai denti, sorvegliano il confine meridionale degli Stati Uniti, pronti a sparare alle espaldas mojadas, ai più poveri dei poveri, gente a cui hanno portato via persino la dignità e che cerca di entrare nel «paese delle opportunità», in quell’America, America che ha accolto e formato delatori geniali come Elia Kazan. «In America tutti possono arrivare a diventare presidenti» ha detto uno. «Con un po’ di sacrificio, potremo goderci l’American dream» ha spiegato l’altro. La maggior parte dei soldati morti in Iraq, quasi duemila, sono neri e latini. Ne conosco uno che ha avuto un attacco di intelligenza latina e ha disertato: è il figlio del compositore nicaraguense Carlos Mejía Godoy. Visto che non era ancora cittadino americano, gli yankee non sanno cosa fare con lui, perché l’America non assolda mercenari e, si sa, i neri poveri e i latini poveri vanno ad ammazzare civili iracheni e a morire fra il Tigri e l’Eufrate come volontari. Vomitevole. Carne da blog. Nel novembre dell’anno scorso, l’uragano Michelle colpì i Caraibi e si accanì con Cuba. Secondo Ben Wisner, dell’Istituto per lo Sviluppo della London School of Economics, l’uragano che danneggiò quasi 25mila case e ne distrusse completamente 2800, causò soltanto cinque morti. Il governo cubano evacuò 700mila persone, il 6,36 % della popolazione, in sole 24 ore. Le Forze armate rivoluzionarie si recarono nella parte meridionale dell’isola per aiutare la gente, e lo fecero. Non avevano ordine di sparare ad altezza d’uomo per «mantenere l’ordine». La maggior parte delle vittime di Katrina sono neri e latini, i loro corpi galleggiavano nelle strade inondate di New Orleans, vicinissimo al Superdome, il gigantesco stadio che sarebbe dovuto servire come centro di rifugio ed evacuazione. Il presidente Bush era in vacanza. Condoleezza Rice si stava comprando scarpe in un negozio esclusivo per donne come lei. Era una tragedia prevedibile. Nel 2001, la rivista Scientific American aveva avvertito delle deplorevoli condizioni degli argini che contenevano le piene del Mississippi, dell’obsolescenza dei sistemi di pompaggio in caso di inondazione, della crescita incontrollata delle case in zone ad alto rischio e dell’insufficienza delle vie di evacuazione. Quello stesso anno, l’Agenzia Federale per il Controllo delle Emergenze aveva avvertito il governo che, se non si adottavano misure immediate, un uragano avrebbe avuto conseguenze catastrofiche per New Orleans. Gli ingegneri militari Usa avevano raccomandato l’approvazione urgente di uno stanziamento di 27,1 milioni di dollari per riparare gli argini. Il governo di Bush l’aveva approvato, ma al momento di inviare il denaro ha deciso di stornarne l’80% per pagare le spese dell’Iraq. Così si pianificano le catastrofi imperiali. Vomitevole. Quando lo Stato ci abbandona, quando il bisogno si impone, quando la sete e la fame minacciano di uccidere, l’istinto di sopravvivenza ordina di violare le leggi che non servono. È legittimo saccheggiare un supermercato se i soccorsi non arrivano. Ma la governatrice dello stato della Louisiana, Kathlen Blanco, invece di accelerare gli aiuti umanitari, ha armato di fucili M-16 tremila soldati della guardia statale. «Sanno come sparare per uccidere, sono più che desiderosi di farlo e spero che lo facciano». Le sue parole sono parte della storia degli Stati Uniti. Quella donna è una repubblicana di razza. Vomitevole. Nella Casa Bianca, un intellettuale texano, ex alcolista non troppo redento, fondamentalista religioso e cretino integrale, chiede un colloquio con Pat Robertson, il pio reverendo che invoca a gran voce l’assassinio del presidente venezuelano Hugo Chávez. I suoi minuscoli occhietti da farabutto ritardato cercano il Venezuela sulla cartina dell’Africa. Vomitevole. Carne da blog. (traduzione di Ilide Carmignani) |
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